Benevento

Rivoluzione targata Mario Ferrante al San Pio. A tenere a battesimo il nuovo corso dell'azienda ospedaliera sannita il giornalista Franco Di Mare che per Giornata Mondiale del Cuore (29 settembre) ha tenuto la lectio magistralis “Sarò Franco… ti parlo col Cuore”, sul tema di come realizzare un’efficace comunicazione medico-paziente.
L'incontro è stato momento conclusivo della due giorni di screening cardiovascolare gratuito per i cittadini del Sannio.

“La grande risposta della cittadinanza ci ha soddisfatto” ha spiegato il direttore generale Mario Ferrante che ha illustrato il suo piano per riportare il Rummo all'eccellenza.

Poche chiacchiere. Non c'è spazio per le opposizioni annunciate. Ferrante tira dritto.
“Mi farò conoscere per le azioni concrete anche qui. Da quando sono arrivato le attività chirurgiche sono state riattivate al 100 per cento. Il mio ambizioso progetto è quello di dotare l'ospedale del robot Da Vinci”.

Un sistema di chirurgia robotica innovativo che sarebbe una straordinaria opportunità per i pazienti.
“Puntiamo – ha proseguito Ferrante - ad un attività forte capace di dare risposte ed evitare la mobilità passiva. Investiremo in risorse umane reclutando 600 unità in un triennio (400 per il Rummo, 200 per l'ospedale di Sant'Agata). Proporremo un'azione di ripristino per le strutture”.

E Ferrante annuncia anche il progetto di una collaborazione per la comunicazione tra medico e paziente proprio con Franco Di Mare.

“Un rapporto da rifondare – secondo il giornalista – perché grazie ai social i pazienti hanno più consapevolezza dei propri diritti e delle opportunità e i medici devono scendere dalla torre eburnea su cui si erano . Tutto deve essere improntato ai diritti dei pazienti che hanno necessità di capire ed essere informati per seguire le indicazioni del medico. Un medico che sa parlare al paziente non avrà tradimenti e in questa relazione il paziente vince e avrà maggiori possibilità di essere curato bene e di guarire”.

E sul futuro della sanità nazionale Di Mare prosegue: “La sola prospettiva che abbiamo è quella di mantenere il livello universalistico della nostra sanità. Ci lamentiamo dei ritardi e delle pecche del sistema soprattutto nel mezzogiorno, dimenticando il fatto che abbiamo la migliore sanità del paese, che offre tutto a tutti gratuitamente. Non sarà possibile proseguire a lungo e c'è bisogno di trovare una chiave che consenta di tenere questo livello di qualità e poterlo distribuire a chi ha più bisogno”.

“Nei due giorni di screening – ha spiegato invece Marino Scherillo che ha coordinato l'evento con Paolo Silvestri – abbiamo effettuato oltre 376 visite presso i nostri ambulatori e in due occasioni siamo dovuti addirittura ricorrere al ricovero urgente.
Lo screening cardiovascolare è opportuno per identificare i temibili killer silenziosi del cuore: ipertensione arteriosa, diabete mellito, obesità, colesterolo alto che portano all'infarto miocardico acuto e allo scompenso cardiaco, contribuendo alla riduzione delle malattie cardio cerebro vascolari”.