Inzaghi dice che quella contro la Virtus Entella è stata finora la migliore prestazione stagionale. Se non contassero i gol saremmo d'accordo con lui, perchè sul piano della manovra, dell'intensità di gioco e della propositività, la squadra non ha mai lasciato a desiderare. Ma come si fa a scindere una prestazione dalla capacità di andare a segno? Il calcio è uno sport in cui vince chi manda la palla in rete, almeno una volta più dell'avversario. Se non vi riesce, vorrà dire che qualcosa non ha funzionato.
E' come giudicare un alunno che scrive un tema meraviglioso sul piano dell'esposizione e della fantasia, ma poi lo infarcisce di errori di ortografia. Quale voto alla fine gli darà il maestro?
Ecco il Benevento ha infarcito di errori da matita blu una prestazione bella nel complesso, ricca di slanci e di idee, ma assolutamete povera di concretezza.
LE ATTENUANTI. Certo, qualsiasi squadra di B non può fare a meno a cuor leggero di un attaccante come Marco Sau, così come non può avere a mezzo servizio Armenteros. Sono due attenuanti serie per il Benevento. Sau sarebbe servito, eccome, in una partita in cui bisgnava essere cinici davanti alla porta avversaria. E' un periodo che dice male a Massimo Coda, che ha sbagliato le occasioni più facili. Ma neanche gli altri hanno scherzato: a cominciare da Luca Caldirola, che ha alzato sopra la traversa un pallone solo da spingere in rete da due metri a portiere battuto.
Diceva Boscaglia: “Questo è il calcio, questa è la serie B”, usando il tono di uno che la sa lunga. Ha spiegato che i suoi sono stati bravi (diremmo fortunati...) a rimanere aggrappati alla partita, sotto solo di un gol. Perchè, in fondo, un gol può sempre capitare di farlo. Secondo la logica del risultato ha avuto ragione lui: se il Benevento avesse segnato ancora, ci sarebbe stato ben poco da fare.
Ecco dunque che tutto gira sempre intorno agli errori commessi dalla squadra giallorossa. Troppi, molti di essi neanche procurati. La bella prestazione resta, ma senza il risultato, presto essa sarà cancellata dalla memoria di tutti e non conterà molto neanche in classifica.
DOMANDA INGENUA. Nel finale concitato forse una terza sostituzione sarebbe potuta servire almeno a dare un po' di carica a chi stava dentro ed era stremato dal caldo. C'erano alcuni ragazzi di belle speranze in panchina, tutti vogliosi di fare un miracolo. Sarebbe stata la mossa della disperazione, ma tante volte serve anche quella. Perchè privarsene?