Benevento

In principio fu una Polaroid, poi una Reflex e, successivamente, il digitale. In 28 anni di cose ne ha già fatte. E tante. Gianluca Calicchio, di Benevento – papà architetto e mamma docente di Disegno e Storia dell'arte- continua il suo percorso professionale come fotografo. Una passione coltivata fin dall'infanzia, sviluppata attraverso gli studi presso l'Accademia di cinema e televisione 'Griffith' di Roma, dove si è diplomato con il massimo dei voti, e perfezionata con la collaborazione con vari esperti professionisti, come Giuseppe Pinori, direttore della fotografia in film di Pier Paolo Pasolini e Nanni Moretti.

Esperienze che ne hanno affinato il talento, apprezzato nei tanti concorsi ai quali ha partecipato, che gli sono valsi più riconoscimenti. L'ultimo premio l'ha ritirato a Montecarlo qualche giorno fa, dove è volato dopo la conclusione di una mostra allestita a Ravello. Natura, paesaggi, ritratti e opere d'arte i soggetti prevalentemente prediletti in un lavoro che punta a ricercare nuove modalità espressive.

Il risultato sono immagini di grande impatto che hanno catturato l'attenzione degli addetti ai lavori. E' il caso dell'opera “Mitoraj a Pompei – Tindaro”, pubblicata sul numero di settembre 2018 di Arte, la rivista dell'Editoriale Giorgio Mondadori, che lo ha scelto per l'inserimento nel catalogo 'Nuova Arte'. Un artista destinato a fare strada, di fronte alle cui opere – hanno scritto di lui -“si viene presi subito da una condizione di stupore che a mano a mano si trasfigura in un sentimento di coinvolgimento emotivo”.