Benevento

Avvicinare il Parma al Benevento, per carità, potrebbe sembrare senz’altro una forzatura, ma le cifre che servono per acquisire la società emiliana possono indurre ad una riflessione.

Bisogna dire che oggi anche la quinta asta fallimentare del club parmense dovrebbe andare deserta, eppure si continua ad aver fiducia e inoltre c’è l’intervento autorevole del Sole 24 Ore a valutare il costo del Parma. Il prezzo stabilito di 6 milioni di euro viene definito dall’autorevole quotidiano economico “stracciato”. Anche se ai sei milioni, bisogna aggiungere i circa 25 milioni di debiti accumulati e più o meno una quarantina per il costo dei giocatori. Siamo a circa 71 milioni da garantire: si capisce che se qualcuno prenderà il Parma non sarà certo il signor “nessuno”. Certo la serie B non è la Lega Pro e il pubblico che ha affollato il Tardini ha avuto finora una media di 24mila persone. Il “Sole” tra l’altro parte dal fatturato del Parma negli ultimi tre anni che è stato di 45 milioni di euro, di cui però il 73 per cento è giunto dai diritti Tv. In B i conti saranno diversi, anche se c’è il famoso “paracadute” per chi scende dalla serie A.

Si capisce che chi acquista una società di serie C non può far conto né su contributi consistenti, né su diritti televisivi. Ma il Benevento, a parte i costi pressoché fissi dell’iscrizione, non ha un euro di debito a cui far fronte. Certo, c’è il parco giocatori. Ma per chi vuole fare calcio non dovrebbe essere considerato un peso. Ci sono giocatori che hanno mercato, altri meno. Una società di calcio dovrebbe sapere cosa fare. Non dovrebbe essere come un negozio di frutta chiamato a vendere abbigliamento.