Scontarsi con le motivazioni particolari degli avversari. Sembra il leit motiv del Benevento di questa stagione. Non c'è stato avversario finora che non abbia avuto uno stato d'animo speciale prima di affrontare i giallorossi. Qualcuno dirà col solito fatalismo: è la B. Eh no, a tanti, è inutile nasconderlo, sono capitati avversari più tranquilli di quelli che s'è trovato di fronte il Benevento. Ad iniziare da Pisa, Arena Garibaldi stracolma per la prima dei nerazzurri appena tornati in B, un clima surriscaldato che difficilmente si vivrà ancora all'ombra della torre pendente. E poi il Cittadella, appena sorpreso in casa dallo Spezia, nella partita che doveva consacrarlo squadra d'alta classifica. E ancora la Salernitana, gasata da due vittorie di fila e dal primato, con 18mila cuori a spingerla verso la vittoria. Poi il Pordenone, appena sconfitto immeritatamente a Livorno e ancora schiumante rabbia, infine l'Entella, che si riteneva un bunker inespugnabile prima di farsi infilare dal Venezia e presentarsi al Vigorito con la voglia di rimettere subito le cose a posto. Si dirà: le motivazioni in fondo le trovano tutti, ma qualcuna, è indubbio, ne ha tratto maggior linfa.
E così, proseguendo su questo leit motiv, sabato al Benevento tocca lo Spezia dei gemelli Ricci. Un avversario indecifrabile, che viene da due sconfitte di fila e da una contestazione feroce della sua gente. Italiano, accostato in estate proprio al Benevento, si ritrova già tra le mani una patata bollente che rischia di scottarlo. Il diesse Guido Angelozzi, dall'alto della sua esperienza, ha fatto da scudo: “Qui l'unico che rischia qualcosa sono io”. Ma non è vero: se Italiano non dovesse far risultato sabato, la sua permanenza in riviera sarebbe messa chiaramente in discussione. Il tecnico siciliano sta già lavorando a qualche avvicendamento, perchè la squadra che ha persoin casa contro il suo ex Trapani è stata a lungo inguardabile: dovrebbe cambiare il portiere e rimettere Scuffet al posto del folle Krapikas, il ventenne lituano che domenica s'è fatto praticamente gol da solo, e ridare slancio al marocchino Bidaoui.
Il Benevento, come dice Inzaghi, deve pensare soprattutto a se stesso. Del resto, non si può dire a priori se sia uno svantaggio o meno affrontare un avversario con lo stato d'animo dello Spezia. Si può trovare una squadra risoluta al massimo a vincere la partita, così come ci si può imbattere in una formazione balbettante e insicura di sé proprio per la realtà che sta vivendo.
La squadra giallorossa dovrà essere brava ad accentuare subito i patemi spezzini, premendo con forza proprio dove gli avversari hanno più male. In fondo, al di là dell'amarezza per il pari interno con l'Entella, il Benevento ha uno spirito completamente diverso da quello dei liguri. E su quello dovrà far leva per cercare subito di tornare al successo.
In quanto all'aspetto tecnico, Inzaghi non dovrebbe avere grossi problemi, anche perchè la squadra si è espressa bene sul piano della manovra, apparendo solo deficitaria sulle conclusioni a rete. Un malanno, in fondo, che potrebbe essere anche solo un fenomeno passeggero, frutto di una di quelle partite storte in cui nulla sembra andare per il verso giusto.
“La strada è questa, bisogna andare avanti”, ha detto con forza Inzaghi. Convinto che presto la squadra saprà prendersi le soddisfazioni che merita. A cominciare da La Spezia, ovviamente.