“La Buona Scuola” e la sua traduzione in una normativa completa ed organica non convincono i docenti irpini, come più in generale la stragrande maggioranza della categoria in Campania e nel resto della penisola. Già diverse le iniziative di protesta effettuate, per la verità tutte pacifiche, e le manifestazioni organizzate per esternare dissapori e malumori rispetto ad una legge che concentra troppo potere nella figura del preside e precarizza quella dei professori.
Gli ultimi evidenti segnali di dissenso sono giunti ieri. Nel pomeriggio, infatti, il vice segretario del Partito Democratico nazionale Lorenzo Guerini, all’Hotel de La Ville per la chiusura della campagna elettorale dei candidati irpini, è stato accolto da uno striscione semplice e diretto: “No ddl scuola”. Mentre nel corso della mattinata il collegio dei docenti del liceo “P. Virgilio Marone” ha chiarito la sua posizione e annunciato un’iniziativa molto forte e determinata: la mancata adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2015-2016, ma l’utilizzazione di dispense e materiale alternativo.
«Preso atto dell'indisponibilità del governo a stralciare il piano delle assunzioni dal DDL Scuola e la sostanziale inamovibilità a rivederne l'impianto in un serio confronto con le parti - si legge in una nota a firma del collegio dei docenti dell’istituto di Avellino - ritenendo che la riforma della scuola non possa e non debba essere imposta con la logica del diktat ma debba necessariamente nascere dal confronto e dalla condivisione tra governo, docenti, studenti e genitori; consapevoli della necessità di trovare forme adeguate ed incisive di protesta contro lo scempio della scuola pubblica statale che questo governo sta portando avanti, nonostante l'imponenza del dissenso manifestatosi con lo sciopero del 5 maggio: il collegio dei docenti del Liceo "P. Virgilio Marone" di Avellino in data odierna ha deliberato di non procedere ad alcuna adozione di libri dì testo per l'A.S. 2015 - 2016 (né scorrimento né nuove adozioni) e, nel pieno rispetto della normativa vigente, si è impegnato ad utilizzare materiale alternativo come adozione di dispense, scambio di libri, materiali disponibili on line...».
Ma non è tutto. Il comunicato continua con la richiesta di solidarietà: «Tale proposta, accolta dopo sofferta riflessione dalla maggioranza dei docenti che credono nel valore culturale degli ausili didattici, nasce come risposta al forte disagio suscitato in noi operatori dal DDL Scuola. Siamo convinti che una presa di coscienza collettiva e trasversale possa incidere sull'opinione pubblica e possa ridare alla scuola l'attenzione che merita e ai ragazzi la possibilità di vedere ripristinato il diritto pieno e non discriminatorio allo studio, come sancito dalla Costituzione. Alle famiglie degli alunni chiediamo comprensione e solidarietà. Agli altri colleghi d’Italia - conclude la nota -chiediamo di unirsi alla nostra protesta».
Alessandro Calabrese