Assolto perchè totalmente incapace di intendere e di volere. E' la sentenza pronunciata dal giudice Fallarino al termine del processo a carico di L.L.P., un 47enne di Benevento- è difeso dall'avvocato Luca Russo -, accusato di stalking, che nel maggio del 2018 era stato sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata in una comunità. L'aveva adottata il gip Maria Ilaria Romano in un'indagine del sostituto procuratore Marilia Capitanio sulle condotte mantenute a febbraio, dall'uomo, nei confronti di una quattordicenne della città.
La minore sarebbe finita nel mirino delle sue 'attenzioni' moleste. Oltre a seguirla, l'avrebbe avvicinata in qualche occasione lungo il viale Mellusi, all'altezza di una fermata del bus. Lei stava aspettando di salire a bordo per andare a scuola, lui l'avrebbe infastidita pronunciando parole senza senso. Intrise, oltre che di pseudo riferimenti religiosi (“Io ti parlo in nome di Dio, sarai punita...”), anche di implicazioni minacciose. Come quel “ti staccherò la testa” che aveva comprensibilmente spaventato la giovanissima, che aveva poi dovuto fare i conti con espressioni dello stesso tipo vergate sulla pensilina riservata ai passeggeri dei pullman: scritte, disegni con croci e con il nome della ragazza.
Ecco perchè lei aveva raccontato tutto al papà ed alla mamma, che avevano provveduto a presentare una denuncia. Oggi la conclusione del processo.