Benevento

 

Se sei ingegnere trovi lavoro immediatamente, o quasi. Se invece hai in tasca un'altra laurea l'attesa si fa decisamente più lunga.

Lo dicono i dati raccolti da Almalaurea sulla condizione occupazionale degli ex studenti a distanza di qualche anno dal conseguimento del titolo accademico. Il consorzio al quale aderiscono gran parte degli atenei italiani ha pubblicato oggi il rapporto annuale che fa il punto sul binomio studio – lavoro.

Per quanto attiene all'Università del Sannio, l'aspetto più significativo riguarda il consistente divario che ancora sussiste in termini di occupabilità tra le lauree della macroarea scientifica e quelle umanistiche. Che si guardino i dati a uno, tre o cinque anni, non c'è dubbio che a trovare lavoro siano maggiormente i laureati in materie per così dire tecniche. Secondo lo studio, il 36,8 per cento dei dottori in Ingegneria ha già un impiego stabile dopo un solo anno dal termine del percorso didattico. A tre anni dalla laurea la quota schizza addirittura al 70,7 per cento, a cinque sale al 84,2%. Numeri che parlano da soli, in linea peraltro con quelli degli altri atenei italiani.

Va molto bene anche ai possessori di una laurea in Scienze economiche e aziendali ottenuta nel Sannio. Dopo dodici mesi ha una occupazione il 26,9 per cento dei licenziati, ma già dopo tre anni l'indice sale al 75 per cento per toccare il tetto del 80 per cento a cinque anni dal conseguimento del titolo.

Occupazione meno immediata invece se dalle aule beneventane (come del resto in molte altre realtà del Paese) si è usciti con la pergamena recante le voci “Diritto” o “Scienze matematiche”. Nel primo caso l'occupazione a breve termine (un anno) non va oltre il 12,5 per cento dei casi, per salire al 54 per cento dopo tre anni dalla laurea e ridiscendere curiosamente al 51,9 per cento a cinque anni. Una singolarità statistica favorita probabilmente anche dal ristretto numero di casi esaminati. I dottori in Scienze matematiche devono mostrarsi versati anche in pazienza applicata: solo dopo cinque anni trova un impiego una fetta consistente dei laureati, esattamente il 58,1 per cento. Ma a un anno dalla fine degli studi i lavoratori sono ancora soltanto 24 su 100 e dopo tre anni il 38 per cento.

Infine la panoramica complessiva sull'ateneo sannita: a un anno dalla laurea trovano occupazione 23,3 ex studenti su cento, dopo tre anni il 56,7% dei casi e il 65,2 per cento a cinque anni dal conseguimento degli allori universitari. Dati, purtroppo, molto più bassi della media nazionale che vede il 44 per cento dei laureati ottenere un impiego nei dodici mesi successivi al titolo, il 67,9 per cento lavora a tre anni dalla fine degli studi e dopo un quinquennio ben 77 ex studenti su cento sono entrati nei circuiti occupazionali.

Un gap che purtroppo non si riscontra soltanto nel raffronto con la media nazionale, evidentemente migliorata dagli accorsati atenei del Centro nord. Anche la vicina Università del Molise ha indicatori migliori dell'Ateneo sannita con una percentuale di occupati a un anno dalla laurea pari al 36,9 per cento, quota che sale al 67,2% e al 72,4% a tre e cinque anni dalla laurea.  

Paolo Bocchino