E' stata avviata intorno alle 17 la discussione al Consiglio Comunale sugli episodi di criminalità degli ultimi giorni avvenuti ad Avellino. Un consiglio monotematico a cui hanno partecipato sindacati, mondo dell'imprenditoria e del commercio. Assenti, invece, il procuratore Rosario Cantelmo e il prefetto Maria Tirone, pure invitati. Presenti in aula anche gli ex sindaci Paolo Foti e Vincenzo Ciampi.
Da tutti è arrivato il monito a tenere la guardia alta. Il presidente del Consiglio comunale Ugo Maggio ha parlato di "di guerriglia, serve non solo l'impegno delle forze dell'ordine ma anche l'impegno del cittadino. Meno omertà e più denunce». L'imprenditore Pino Bruno ha inoltre affermato che «non bisogna girarsi dall'altra parte, ma preservare il brand Irpinia per non confondere politica e malaffare».
Luigi Simeone della Uil invece ritiene «necessario un protocollo di legalità per vigilare sugli appalti». Oreste La Stella, presidente della Camera di Commercio ha detto che «l'Irpinia non deve essere abbinata alla camorra».
Sulla stessa lunghezza d'onda Mario Melchionna della Cisl: "Arriveranno milioni di euro in città e saranno spesi in edilizia. La malavita organizzata intercetta il mondo degli appalti. Siamo ancora in tempo per mettere in sicurezza i fondi che serviranno per la realizzazione delle opere".
In aula anche Don Vitaliano Della Sala che ha portato i saluti del Vescovo Aiello e ha aggiunto: "La Chiesa soffre insieme ad Avellino, non possiamo permettere che il capoluogo sia preda della criminalità. È bello che ci si ritrovi attorno al concetto di legalità".
I presenti hanno sottolineato più volte come è importante vigilare sulla pioggia di fondi per le opere pubbliche che arriveranno in Irpinia. Sono appetibili dalla criminalita organizzata, per questo servono argini a possibili infiltrazioni di malaffare.