Napoli

Si allarga alla struttura commissariale della Regione Campania l'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che coinvolge il manager delle cliniche Vincenzo Schiavone, patron della casa di cura Pineta Grande di Castel Volturno. Né dà notizia il quotidiano La Repubblica. Tra le ipotesi di reato al vaglio dei magistrati anche la corruzione. Sotto la lente degli investigatori i rapporti intercorsi tra la struttura commissariale alla sanità di Palazzo Santa Lucia e lo stesso Schiavone. 

Il manager è attualmente indagato solo per presunte violazioni della normativa urbanistica ed è in attesa che il Tribunale del Riesame valuti il ricorso presentato dai suoi legali. Ma nel frattempo i magistrati diretti dalla procuratrice Maria Antonietta Troncone lavorano sulle relazioni che avrebbero consentito a Schiavone di ottenere, di fatto, " il controllo della macchina amministrativa regionale in forza di connivenze con i livelli più alti della medesima struttura", come scrivono i pm nella richiesta di sequestro. Nei prossimi giorni potrebbero essere sentiti nuovi testimoni.

Il versante dei rapporti con la struttura commissariale della Regione è appena agli inizi ed è tuttora al vaglio dei pubblici ministeri, che vogliono capire se, ed eventualmente a carico di chi, contestare il reato di corruzione.

Secondo la Procura si sarebbe instaurato un presunto "sistema collusivo" che avrebbe consentito a Schiavone di " far crescere le sue strutture nel mondo della sanità privata campana ". Dunque bisognerà  verificare se sussistano gli estremi per contestare l'accusa di corruzione oppure di " induzione indebita a dare o promettere utilità".

Nel decreto firmato dalla gip Alessandra Grammatica, molte pagine sono dedicate alla circolare adottata dalla struttura commissariale per la sanità di Palazzo Santa Lucia il 6 settembre del 2018 che conteneva indicazioni alle Asl sull'attuazione delle procedure straordinarie di accreditamento dei posti letto gestiti dalle case di cura con rimborso pubblico. I  pm parlano di presunte " dinamiche collusive" che sarebbero caratterizzate, "dalla messa a disposizione dello Schiavone di posti di lavoro o di prestazioni sanitarie in favore di pubblici funzionari" . Le intercettazioni inducono i pm a ritenere che la circolare sia stata il frutto di una " chiara ingerenza " di Schiavone e del presidente dell'Aiop Sergio Crispino, i quali avrebbero " concepito l'atto nella sua interezza da Schiavone e Crispino ".

I diretti interessati respingono quelle che per ora sono soltanto tesi investigative. 

La circolare in questione sarebbe stata redatta e firmata dai dirigenti della struttura commissariale alla sanità della Regione Campania e dal Governatore VIncenzo De Luca che riveste il ruolo di commissario straordinario. Ma il presidente della Regione, secondo i pm, va ritenuto " indenne dal punto di vista delle responsabilità penali " in quanto " probabilmente non ha tecnicamente compreso ciò che ha firmato".