Rispondeva di abuso d'ufficio e truffa, oggi pomeriggio è stato assolto, nell'ordine, perchè il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto.
E' la sentenza del Tribunale (presidente Pezza, a latere Polito e Loffredo), che ha accolto le conclusioni dell'avvocato Roberto Prozzo, per l'ex direttore generale dell'Asl Michele Rossi, per il quale il pm Flavia Felaco aveva proposto l'assoluzione dall'addebito di abuso d'ufficio e la dichiarazione di intervenuta prescrizione di quella di truffa.
Rossi era stato rinviato a giudizio dopo l'imputazione coatta decisa nel 2017 dal gip Flavio Cusani, che nell'occasione aveva anche stabilito l'archiviazione di altre sei posizioni, per le vicende Sanit e Modisan, le due società che gestivano il servizio 118 in associazione temporanea. La Sanit, parte civile con l'avvocato Natale Polimeni, aveva denunciato di essere stata messa in difficoltà attraverso il ritardo nel pagamento delle fatture, a favore della stessa Modisan, alla quale sarebbe stata liquidata la somma di circa 28mila euro per prestazioni che non sarebbero mai state eseguite.
Si tratta di una storia emersa dalle dichiarazioni rese da Felice Pisapia, ex direttore amministrativo, e dalle registrazioni che lo stesso aveva effettuato dei colloqui intercorsi con il management dell'Asl, e non solo, e con l'allora parlamentare Nunzia De Girolamo, nell'abitazione paterna della deputata. Secondo Pisapia, “la Sanit, assegnataria del 118 in associazione temporanea d'impresa con la Modisan, sin dall'epoca dell'insediamento di Rossi a direttore generale Asl”, sarebbe stata “da questi osteggiata con il ritardo del pagamento delle fatture, sia perchè non era un'impresa locale, sia perchè espressione della precedente gestione, essendo indicata come vicina all'Udeur. La volontà di mettere in difficoltà la Sanit” sarebbe stata “anche in funzione del rafforzamento della posizione della Modisan, assegnataria in appalto anche di altri servizi”, da favorire, sempre stando al racconto di Pisapia, in quanto impresa locale che si era avvicinata al Pdl, tanto da tesserare tra le fila di detto partito politico molti dei suoi dipendenti e soci”.
Una vicenda a cavallo con gli altri due tronconi dell'inchiesta sull'Asl: il primo, relativo ai mandati di pagamento, è stato definito ieri con quattro condanne, un'assoluzione e quattro prescrizioni, mentre l'altro - il filone politico- è al centro di un processo che giovedì prossimo vivrà una nuova udienza.
Un impianto, quello accusatorio nei confronti dell'ex manager, che la difesa ha duramente attaccato, sostenendone l'infondatezza, con argomentazioni che hanno incrociato il consenso del collegio giudicante, che ha assolto Rossi. Epilogo di un processo nel quale l'Asl, citata come responsabile civile, è stata rappresentata dall'avvocato Annamaria Ziccardi.