Benevento

Un'ulteriore proroga di trenta giorni per il deposito delle loro conclusioni. L'hanno chiesta i tre periti che hanno ricevuto l'incarico di procedere agli accertamenti disposti nell'incidente probatorio fissato, su iniziativa del procuratore aggiunto Giovanni Conzo, nell'inchiesta sulla morte di Maria la bimba di 9 anni che il 19 giugno del 2016 era stata trovata morta, annegata, nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino.

Destinata al rinvio, dunque, l'udienza in programma il 5 novembre dinanzi al gip Vincenzo Landolfi, subentrato alla collega Giuliana Giuliano, trasferita alla Corte di appello di Salerno.

Uno slittamento determinato dall'istanza dei professori Cristoforo Pomara, Ciro Di Nunzio (con il chimico Aldo Di Nunzio) e Francesco Sessa, che il 23 ottobre eseguiranno le analisi su alcuni reperti. Le operazioni si svolgeranno presso l'Istituto di Medicina legale di Foggia, alla presenza dei consulenti di parte: i professori Fernando Panarese (per Daniel Ciocan che, difeso dall'avvocato Salvatore Verrillo, è indagato da oltre tre anni per omicidio e violenza sessuale), Tatiana Mangiullo e Marina Baldi, per i genitori di Maria - sono rappresentati dagli avvocati Fabrizio Gallo e Serena Gasperini-, anche loro indagati da alcuni mesi per l'ipotesi di violenza sessuale.