“Parlare? E' inutile. Abbiamo detto tutto in questi anni ma niente è cambiato. Solo promosse”. Sono arrabbiati e sfiduciati i commercianti e i residenti della zona di San Pasquale e Ponticelli, una delle più pesantemente colpite dall'alluvione del 15 ottobre 2015.
Il rituale giro nell'anniversario della tragedia restituisce un quadro impietoso da cui risulta chiaro che se qualcosa si è mosso per le imprese quasi nessun aiuto è arrivato per le piccole attività commerciali.
“Apparentemente siamo riusciti a rialzarci – ci spiegano – ma siamo pieni di debiti. Speravamo che col tempo le promesse che i politici sono venuti a farci nelle nostre attività potessero concretizzarsi in qualche aiuto. E invece... solo promesse. Nulla è cambiato, nessuno si è visto”.
C'è poca voglia di parlare, tanta rabbia, ancora molto dolore. Sono trascorsi quattro anni da quando la furia dell'acqua e del fango ha piegato le loro vite. Il senso di sfiducia è tangibile e la preoccupazione è diffusa.
“La zona è degradata – raccontano – manca la manutenzione e i locali restano chiusi e sfitti. In tanti preferiscono scegliere altri posti, qui c'è ancora tanta paura”.
“I segni sono ancora sul muro – ci raccontano anche i residenti – e purtroppo il fiume è ancora nello stesso stato e nulla viene fatto per la sicurezza”.
Le lacrime salgono agli occhi veloci... “vuole sapere l'unica cosa bella? Ci siamo dati una mano tra noi, ci siamo stretti per rialzarci... da soli”.