Il pm Assunta Tillo aveva chiesto per entrambi la pena di 4 anni, ma il Tribunale (presidente Polito, a latere Loffredo e Telaro) ha accolto le conclusioni della difesa ed ha assolto gli imputati per non aver commesso il fatto.
E' la sentenza pronunciata nei confronti di Angelo Lanni ed Elena Taddeo (avvocati Vincenzo Regardi, Guido Principe e Giuseppe Stellato), di Rotondi, amministratore e socio della Blu 40 srl', che erano stati chiamati in causa nel processo 'costola' di quello nato da un'indagine del sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini e della guardia di finanza sul 'percorso' di circa 12 milioni di euro destinati al 'Fatebenefratelli'.
Si tratta di una inchiesta sfociata, nel gennaio 2017, nella prescrizione dichiarata dalla Cassazione nei confronti degli avvocati Marco Cocilovo e Mauro Di Monaco, che rispondevano di intestazione fittizia di beni, e nella condanna definitiva per riciclaggio, a 2 anni e 8 mesi, per l'avvocato Mario Itro.
Dal troncone principale era scaturito quello nel quale erano rimaste coinvolte le madri di due professionisti – la terza era nel frattempo deceduta -, tutte assolte dall'addebito di intestazione fittizia di beni, al pari di un frate al quale era però contestato il favoreggiamento. Era il giugno 2016, e in quella occasione il collegio giudicante, dopo aver qualificato come riciclaggio l'accusa di intestazione fittizia di beni a carico di Lanni e Taddeo, aveva disposto la trasmissione alla Procura degli atti relativi alle loro posizioni.
Di qui il rinvio a giudizio deciso nel luglio 2017 e, questa mattina, la conclusione del processo, che verteva su un bonifico bancario di 1 milione e 166mila euro fatto da Itro a favore della 'Blu 40', avente come causale – apparente, secondo la Procura – la fideiussione prestata dallo stesso Itro per la società finanziaria Locat. Una somma che Lanni aveva utilizzato per estinguere un contratto di locazione finanziaria immobiliare relativo all'acquisto di un'area edificabile. Un'operazione che, secondo gli inquirenti, sarebbe servita ad occultare la provenienza dei soldi, ritenuta illecita.