“Si pensa, si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia” (F.T. Marinetti).
La cucina è una forma d'arte, colori, forme, sapori, odori, abbinamenti, stimoli sensoriali, tattili, visivi, olfattivi, gustativi. Guai a mangiare solo per nutrirsi!. Con queste premesse questa sera alle 20.30, nella sede dell'istituto Alberghiero di via Santa Colomba si svolgerà una cena-spettacolo che avrà come leitmotiv il futurismo.
"Ci siamo ispirati - spiegano dall'istituto - , naturalmente, al “Manifesto della cucina futurista” che Filippo Tommaso Marinetti ha pubblicato il 20 febbraio 1931 sul periodico “Comoedia” di Parigi. Un programma di rinnovamento totale in cucina, con le pietanze quali forma d'arte e vita originale, l'abolizione della pastasciutta, l'invito alla chimica, i “bocconi simultanei” per la volontà degli occhi e del palato. La nostra sala-ristorante diventerà dunque la “Taverna del Santo Stregato”, la nostra tavola una “tavola avanguardista”, il nostro menu un “formulario”, il motto: “Consultiamo la nostre labbra, la nostra lingua, il nostro palato, le nostre papille gustative, le nostre secrezioni glandolari, ed entriamo genialmente nella chimica gastrica”. A immaginare e organizzare l'evento è stata la professoressa Marisinda Cirnelli, con il sostegno convinto del dirigente scolastico Luigi Mottola. A curare l'azione teatrale e la scenografia, l'attore e regista Peppe Fonzo e il pittore Nicola Rummo.
Il menu futurista scaturisce dalla bravura dei nostri docenti-chef Raffaele Lepore, Valentino Bifaro e Isidoro Mennicillo, e del docente di Sala-bar Clorindo Iadanza per la sezione bar-sommellerie. L'accoglienza vede in campo Livia Direttore e Michela Iasalvatore.
"Naturalmente i protagonisti della serata saranno i nostri studenti, nelle vesti di futuri chef e addetti alla sala e al ricevimento ma anche nel ruolo di artisti/attori, che sembrano aver trovato particolarmente congeniale. A loro, e soprattutto a quelli di loro che il mese prossimo sosterranno gli esami di Stato, resterà la consapevolezza di aver approfondito lo studio di una corrente importante della letteratura del '900 divertendosi, mettendosi in gioco e sperimentando un approccio inedito alla pratica enogastronomica”.
Redazione