Benevento

“Ora basta complimenti, dobbiamo essere a fine anno in questa posizione”. Parole e musica sono di Pippo Inzaghi, che quasi si scusa quando fa i complimenti alla sua squadra: “Mi dispiace, devo dirlo: sono stati fantastici”. Come dire: lasciamo perdere i clamori, ma continuiamo su questa strada che è assolutamente quella giusta.

Eh già, nella squadra giallorossa tutto ha funzionato alla perfezione, nessun tassello è parso fuori posto. E dire che in panchina erano rimasti giocatori del calibro di Sau, Schiattarella, Kragl, Improta. Senza contare le assenze di Maggio e Volta, rimasti ai box questa settimana. Verrebbe fuori quasi un'altra squadra, altrettanto competitiva come quella che è scesa in campo.

L'undici scelto contro il Perugia viene da lontano, da prove iniziate nella prima settimana di sosta. La difesa era quella schierata nell'amichevole con la Primavera. Qualcuno aveva creduto in una prova senza futuro, invece sarebbe stata proprio quella la scelta, meditata e opportuna.

La risposta dei giocatori selezionati per questo primo big match della stagione è stata splendida. Antei sulla corsia esterna di destra una felice scoperta: l'ex romanista aveva giocato tante volte da esterno in una difesa a tre, ma da terzino tutto diventa differente. Il fatto è che quando un giocatore ha tecnica e gamba, come il buon Luca, può fare di tutto, anche l'esterno di fascia. Senza contare che Alessandro Tuia s'è ricordato di quando, giovanissimo ai tempi della Lazio, lo chiamavano il nuovo Nesta. Il romano ha giocato davvero poco in giallorosso (6 partite lo scorso torneo, due presenze in quello in corso), ma ha una media voto scintillante. Perchè, pur martoriato da qualche infortunio di troppo, quando è sceso in campo ha sempre esaltato le sue doti che non sono certo comuni. Un segnale quest'anno era giunto nel ritiro sulle Dolomiti, quando non aveva saltato un solo allenamento, offrendo prove di grande spessore (anche in amichevole contro il Napoli). Poi, proprio in avvio di campionato, s'era fermato di nuovo per un problemino e s'era temuto che potesse ripetere la sfortunata ultima stagione. Così non è stato e ora Inzaghi può contare su un difensore di grandi potenzialità, uno che sarebbe titolare inamovibile in qualsiasi altra squadra di B.

L'ingenuità di Tello ha permesso alla difesa di assurgere a protagonista di questa sfida, che in parità numerica avrebbe avuto certamente un altro sviluppo. In dieci al Benevento non è rimasto che lasciare l'iniziativa nelle mani degli avversari e cercare di chiudere ogni varco. Non a caso la squadra giallorossa ha la difesa meno perforata del campionato (e non solo di B), una difesa in cui giganteggia Luca Caldirola e nella quale Lorenzo Montipò si sta ritagliando uno spazio da autentico top player. Molti hanno sottolineato come per larga parte sia scesa in campo la squadra dello scorso campionato, senza però sottolineare che Montipò è alla sua prima vera stagione da titolare nel Benevento (in avvio lo scorso anno tra i pali c'era un Puggioni irriconoscibile), così come Caldirola ha potuto subito prendere in mano le redini del reparto difensivo, contrariamente allo scorso campionato quando arrivò solo nel girone di ritorno. Sembrano dettagli, ma sono significative differenze. Come può esserlo la presenza di Hetemaj a centrocampo, catalizzatore essenziale per il gioco giallorosso e capace di dare una carica incredibile anche al suo compagno di reparto Viola, sempre più completo nelle sue peculiarità, che siano di natura fisica o tecnica.

Il primato di una squadra non è mai una destinazione casuale: il Benevento sta percorrendo la strada che si era prefissato, senza tentannamenti e senza esitazioni. Deve solo continuare a percorrerla, convinto, come dice Inzaghi, che ha ancora ampi margini di miglioramento.