Benevento

La telefonata al presidente Vigorito nel corso della trasmissione Ottogol è come sempre scoppiettante. Il primato del suo Benevento è ritenuto il giusto premio ad una squadra che ha preparato sulle Dolomiti una stagione importante. “Se il calcio fosse scienza esatta, bisognerebbe dire che è giusto essere al primo posto per quello che i ragazzi hanno fatto sin dal primo giugno, in un ritiro durato quasi 40 giorni. Precampionato quasi perfetto, alla fine hanno perso solo col Monza. Questo significa che il primo posto affonda le sue radici lontano, ed è il frutto di una voglia che i ragazzi hanno portato dentro di sè sin dalla semifinale play off col Cittadella”. Partire da una sconfitta per arrivare alla vittoria: “I primi a soffrire per quella sconfitta furono poprio i giocatori e aver puntato sul loro orgoglio e al senso di appartenenza, potrebbe essere stata la scelta giusta perchè questo sia l'anno vincente”. Il patròn ci scherza su: “Dopo la vittoria col Perugia ho detto ad Inzaghi che mancano solo altre trenta vittorie e siamo in serie A”.

RINNOVO CODA. Il presidente vorrebbe non parlare di questioni contrattuali, ma ammette che si potrebbe essere vicini ad un accordo con il bomber giallorosso: “Credo non ci sia molta distanza tra domanda ed offerta, quando si arriva ad una certa età è giusto che si rifletta tanto. Senza luoghi comuni: lui sarà un calciatore del Benevento anche se non dovesse rinnovare il contratto, perchè è un ragazzo perbene. Da questo punto di vista non sono affatto preoccupato”. Il presidente non lesina complimenti all'ispanico: “Massimo ha un grande senso d'appartenenza e fa parte di quella categoria di calciatori che non vorrei mai perdere. Se i ragazzi che stanno con me mi lasciano per società più prestigiose io sono il primo ad esserne felice: Coda è uno degli attaccanti che ho amato di più insieme a Castaldo, Evacuo, Clemente. Lui sa quanto io tenga al Massimo Coda uomo. Ma il calciatore è molto importante e non mi preoccupo di dirlo perchè possa far alzare il prezzo”. I gol che mancano non sono un problema: “Tutti aspettiao i suoi gol, ma mi chiedo: è meglio che arrivino quando li stanno facendo già tutti o quando invece gli altri non riescono più a farli? Ne sono certo, lui comincerà a farli quando ci sarà un rallentamento da parte degli altri”.

SQUADRA VERA, GRANDE GRUPPO. “Questi ragazzi – dice ancora il presidente – non stanno giocando solo al calcio, sono una vera squadra: non c'è uno che non corra per l'altro. Se comincerà a fare gol anche Coda, allora per i nostri avversari sarà difficile prenderci”. Il presidente sente questa squadra sua, come nessun'altra in passato: “Non ho scelto i calciatori, ma tutti gli altri interpreti sì: dall'allenatore, un giovane che ha la stessa età di mia figlia, al magazziniere. Pezzo dopo pezzo abbiamo costruito questo Benevento nella sua complessità: con il contributo di tutti potrà essere il sogno di un progetto che si realizza”.

LA B E IL VAR. L'arbitraggio di Marinelli ha lasciato abbastanza a desiderare, al presidente però non piace parlare degli arbitri: “L'arbitraggio di sabato è stato in linea con quelli della B. Io non parto mai dalla malafede e del resto nel direttivo di Lega abbiamo già approvato l'utilizzo del Var per il prossimo anno in B. D'altra parte se gli arbitri sono un po' più scarsi in serie B, è proprio lì che serve il Var più che in A”.

I SOGNI. Il finale del presidente è tra il serio e il faceto. Scherza sul fatto che una strega possa sognare: “E' un po' inusuale che lo faccia proprio una strega: i sogni poi si realizzano all'alba e noi siamo ancora al crepuscolo. Speriamo che all'alba finale in un mese in cui si risveglia tutto, si possa finalmente sognare. L'ho detto ai ragazzi: non dovete mica vincere tutte le partite, ne bastano 30...”. Ma a proposito di sogni, la frase più ad effetto è certamente quella finale: “Il mio sogno? Certo che ce l'ho: è quello di fare ancora metà campo di corsa. Mi sto già allenando...”.