Lo sport è condivisione, ma negli ultimi anni la fruizione televisiva degli eventi, che spesso sostituisce la presenza negli stadi o nei palazzetti, ha cambiato il modo di seguire le manifestazioni sportive. Da oggi, però, i tifosi potranno mantenere il clima di condivisione senza dover affrontare i costi della pay tv e i locali pubblici potranno ottimizzare la spesa per la tv a pagamento intercettando un numero sempre maggiore di appassionati di sport. Tutto questo sarà possibile grazie a “Spot In”, l’app ideata e realizzata interamente a Napoli da tre universitari: Armando Catalano, laurea triennale in mediazione linguistica all’Università Orientale, Alessandro Piano Del Balzo e Dario Guarracino, studenti di ingegneria informatica alla Federico II e già diplomati all’Apple Academy di San Giovanni a Teduccio, tutti ex atleti.
“Abbiamo sviluppato un primo prototipo su iOS e abbiamo partecipato a un piccolo contest, la Napoli Startup Weekend – racconta Catalano, responsabile del progetto -. Lo abbiamo vinto a pari merito con un’altra startup e da quella prima uscita pubblica è cambiato tutto. Abbiamo ottenuto un’incubazione della durata di tre mesi in Campania New Steel, primo incubatore certificato del Mezzogiorno”. Al progetto partecipano in tanti, da Massimo Varrone, esperto di sviluppo aziendale e d’impresa, che la segue per conto dell’incubatore, a Donato Vallefuoco, esperto di calcolo statistico, da Francesco Perchiazzi, esperto di gamification, a Pasquale Schioppa, designer ed esperto di User Interface, da Roberta Iannarone, fumettista della Mad Entertainment che ha seguito il progetto grafico e ha disegnato la mascotte, alla Bo.Na Communication, agenzia responsabile delle attività di digital e offline marketing.