Benevento

L'udienza è in programma il 19 dicembre dinanzi al gup Loredana Camerlengo, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Flavia Felaco nei confronti di Nicola Fallarino (avvocati Vincenzo Sguera e Domenico Dello Iacono), 35 anni, di Benevento, accusato dell'omicidio di Cosimo Nizza, 48 anni, di Benevento, ucciso a colpi di pistola il 27 aprile del 2009 sotto la sua casa al rione Libertà.

Come si ricorderà, Fallarino, già detenuto per droga dal luglio 2018, era stato arrestato lo scorso 5 marzo sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavio Cusani in una indagine della Squadra mobile centrata su un delitto che fino a quel momento era rimasto insoluto.

Un'inchiesta fondata sul contenuto di alcune intercettazioni ambientali operate in un'indagine antidroga della Dda e sulle dichiarazioni di alcune persone; in particolare, quelle di un collaboratore di giustizia che aveva sostenuto di aver conosciuto nel 2017 Nicola Fallarino, mentre entrambi erano rinchiusi nel carcere di Viterbo, che gli avrebbe detto, per accreditarsi ai suoi occhi, di aver ucciso lui Nizza, fornendogli anche, come punto di riferimento rispetto all'appartamento della vittima, l'indicazione di una statua della Madonnina.

Sposato e con figli, Nizza abitava in via Bonazzi, in un appartamento al piano rialzato di uno stabile che aveva dotato di videocitofono e persiane in ferro. La mattina in cui era stato ammazzato, era in strada con la carrozzella elettrica alla quale era stato costretto per le conseguenze di un incidente stradale. Un operaio stava effettuando dei lavori sulla parte posteriore del palazzo, lui li stava seguendo.

Non aveva potuto fare alcunchè contro gli assassini. Gli erano arrivati alle spalle. In due, con il volto coperto da un casco integrale ed in sella ad uno scooterone, probabilmente di colore grigio, con la targa non riconoscibile. Tre i proiettili calibro 7.65 esplosi da una pistola a breve distanza, la vittima non aveva avuto scampo dopo essere stata centrata al capo, alla nuca ed al di sopra dell'orecchio destro.