Non può avvicinarsi all'abitazione ed ai luoghi frequentati dalla moglie. Glielo ha ordinato il gip Gelsomina Palmieri, che ha disposto la misura a carico di un 27enne di Paduli, ritenuto responsabile di maltrattamenti e lesioni.
Sono le ipotesi di reato contestate in una inchiesta centrata sui comportamenti che l'uomo, difeso dall'avvocato Massimiliano Cornacchione, avrebbe mantenuto nei confronti della coniuge. Secondo gli inquirenti, oltre ad insultarla pesantemente, avrebbe picchiato la malcapitata, che aveva fatto ricorso alle cure dei medici che l'avevano giudicata guaribile al massimo in sei giorni.
In una occasione, dopo averle rifilato alcuni schiaffi al volto, aveva fatto cadere la donna, che aveva sbattuto con la fronte contro un mobile della cucina. Non è finita: ad arricchire il quadro definito dall'accusa, le espressioni di stampo intimidatorio che il giovane avrebbe rivolto alla consorte. “Se vai dai carabinieri e si presenta qualcuno in divisa, ti farai male di grosso...”, le avrebbe urlato. E ancora: “Stasera te ne devi andare... ti faccio scorrere il sangue...”.
Una situazione diventata insostenibile per la presunta vittima, costretta a rifugiarsi con i figli minori in casa dei genitori, al centro di un'indagine dei carabinieri sfociata nell'adozione del divieto di avvicinamento applicato al 27enne.