“Le illegalità si combattono con la cultura, con la scuola e con l'educazione. La conoscenza è la via maestra del cambiamento per diventare cittadini responsabili e non a intermittenza”. Così don Luigi Ciotti questa mattina a Benevento per inaugurare un nuovo presidio di legalità di Libera all'interno del Liceo Guacci e dedicato alla memoria di Don Peppe Diana proprio nel venticinquennale della sua barbara uccisione. Un'iniziativa fortemente voluta dagli studenti del Guacci con a capo la dirigente Giustina Anna Gerarda Mazza e dai suoi collaboratori. Un momento di educazionea lla legalità forte ed estremamente sentito da tutti gli studenti che hanno potuto seguire anche in videoconferenza l'evento al quale hanno partecipato Augusto Di Meo, amico di don Peppe e testimone oculare dell'omicidio Diana; Valerio Taglione, amico di don Peppe e referente del comitato don Peppe Diana e Marisa Diana, sorella di don Peppe.
Don Luigi ha rimarcato il lavoro che va fatto nelle scuole per combattere le mafie. "Una scuola che però a livello europeo è agli ultimi posti come l'università italiana, la più cara a fronte dei minori investimenti. Bisogna riflettere su questo e lanciare un grido di allarme. Bisogna investire molto di più su scuola e lavoro”. E sulle infiltrazioni nei nell'entroterra don Ciotti non usa mezzi termini: “E' da 163 in Italia si parla di mafie nonostante gli sforzi dei cittadini, del sacrificio delle vittime e del lavoro quotidiano di forze dell'ordine e magistratura. Bisogna chiedere agli apparati dello Stato di investire di più sulla Giustizia e dare maggiori strumenti anche alle forze di polizia. Non c'è territorio nel nostro Paese esente dalle mafie. Usura, traffico di droga, incendio auto non sono cose da banalizzare, sono segnali forti che vanno analizzati e combattuti”.
Ad accogliere don Ciotti, il referente provinciale di Libera Michele Martino che lancia una serie di moniti e di allarmi per la situazione nel Sannio: “L'istituto Guacci ospita un presidio per tutte le persone e non solo per gli studenti. Scuola come palestra di buoni cittadini che devono imparare anche a non tacere su determinati fatti. Ultimamente nel Sannio si sono registrate una serie di intimidazioni ai danni di commercianti, cittadini e imprenditori. Benevento è purtroppo una piazza di spaccio appetibile e bisognerebbe capire come avviene il riciclaggio dei proventi. Poi c'è l'annoso problema del riutilizzo dei beni confiscati alle mafie che nel Sannio ancora non vengono riutilizzati”.
Martino accende poi i riflettori sulla situazione nel Fortore: “Troppo abbandonata a se stessa e quindi vulnerabile. Noi chiediamo alla Provincia che vengano immediatamente indette le gare, grazie ai soldi stanziati dalla Regione per fare i lavori lungo la viabilità”. E conclude: “I giovani non sono il futuro ma sono il presente”.