“Non dimenticare mai chi dei nostri si è spinto fino al sacrificio estremo pur di tenere fede a principi e al giuramento che presta. Questo è nel nostro sistema d'identità”. Così il generale Vittorio Tomasone, comandante interregionale dei carabinieri Ogaden di Napoli che questa mattina ha partecipato all'intitolazione di una piazza a San Giorgio del Sannio in memoria della medaglia d'Oro al valor civile dell’Appuntato dei Carabinieri Gennaro Soricelli.
Il generale Tommasone, accolto dal comandante provinciale, il colonnello Germano Passafiume, dal comandante della compagnia di Benevento, il capitano Vincenzo Falce e dal comandante della Stazione di san Giorgio del Sannio, Corrado De Luca, ha rimarcato il valore della comunità sangiorgese che ha voluto l'iniziativa: “attraverso la sua amministrazione, il sindaco per fare in modo che il ricordo di questo carabiniere intitolandogli una piazza e chi passerà qui avrà modo di leggere in quella targa quelle che sono le volontà di una comunità, ovvero quali sono gli esempi da seguire e che il sacrificio di un uomo che ha fatto il suo dovere, in questo caso da militare, è un sacrificio da ricordare e riconoscere nel tempo”.
La cerimonia si è aperta con l'alzabandiera sulle note della Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri Campania e con la targa in memoria del maresciallo maggiore Soricelli alla presenza dei familiari del militare. A seguire la deposizione di una corona di alloro in memoria dei Caduti e l'intervento delle autorità.
“L'appuntato Soricelli è stato promosso maresciallo al valor Civile con medaglia d'Oro per quello che ha fatto per il nostro Paese e per l'Arma”, ha ribadito il sindaco di San Giorgio del Sannio Mario Pepe che ha poi rimarcato: “L'intitolazione della piazza non è solo un fatto formale, ma anche e soprattutto didattico per le nuove generazioni affinchè si impegnino per la difesa e il consolidamento delle istituzioni democratiche”.
Il 15 agosto del 1966 a Roccadevandro, in provincia di Caserta, l'appuntato Soricelli, avuta notizia che uno squilibrato armato di fucile si aggirava nei dintorni di un’abitazione con palesi intenzioni omicide “tentava – si legge nelle motivazioni -, con elevato senso del dovere ed incurante del grave rischio personale di raggiungere e catturare il pericoloso individuo. Nel coraggioso intervento veniva fatto segno a ripetuti colpi d’arma da fuoco riportando gravissime lesioni agli occhi, con conseguente totale cecità.”