“Si vinca o si perda, noi siamo sempre qua”. Il coro si alza forte al termine della partita dalla Curva Sud dell'Adriatico, il telecronista di Dazn si lascia confondere, perchè a vincere è stato il Pescara e dunque gli sembra scontato che quei cori provengano dal settore abruzzese. E sbaglia! Perchè i cori, come nella partita col Genoa, l'ultima giocata in serie A, provengono dalla curva beneventana. Sono almeno tre minuti ininterrotti, un inno allo sport, con il presidente Vigorito che guarda con trasporto, che saluta in un giorno che per lui è sempre una ferita aperta, che partecipa e ringrazia. C'è un afflato speciale in quella scena ed è qualcosa che va a di là di ogni partita di calcio, di ogni risultato, di una vittoria o di una sconfitta. C'è il senso di appartenenza di una tifoseria che si congiunge con la passione di un presidente che meriterebbe ben più che la promozione in serie A. E' una scena che fa bene al calcio, che deve far riflettere tutti sulla forza di un movimento che vuole tornare nel teatro più ambito. E' una scena che vale più di una vittoria e che deve essere lo stimolo in più per una squadra che ha tutto per rendere felici presidente e tifosi. Cancellando subito l'incidente di percorso in terra d'Abruzzo e riprendendo quella marcia che tutti auspicavano fosse inarrestabile.
Benevento, presidente e tifosi un solo coro
"Si vinca o si perda, noi siamo sempre qua", l'afflato tra la curva e Vigorito
Franco Santo