Lioni

 

Domenica scorsa Salvatore, un amico, un compagno, un ex operaio, un membro di Resistenza Operaia (comitato spontaneo nato a difesa del lavoro e per la lotta contro la chiusura della Irisbus) è stato fermato dalle forze dell'ordine a Lioni mentre effettuava un volantinaggio pacifico a favore di una lista candidata al Consiglio della Regione Campania.

Salvatore non solo è stato multato per assenza di permesso a volantinare (multa passabile o giustificabile nonostante l'abusivismo di questa campagna elettorale) ma, cosa abbastanza insolita, è stato oggetto di un ordine di allontanamento per un anno dalla città di Lioni! L' ordine in questione è un prestampato che generalmente si usa per allontanare persone trovate in atteggiamenti non chiari e tendenzialmente avvicinabili a comportamenti criminosi.

Tra le righe del prestampato, scritto a penna, si legge che il "Soggetto" è ritenuto" pericoloso per lo Stato e per le persone"!

Questa dicitura attribuita a Salvatore inizialmente mi ha fatto sorridere, poi però ha suscitato domande e riflessioni che vorrei condividere.

È inutile negarlo o far finta di niente, il fatto accaduto domenica è grave e non può essere non analizzato.

Ritenere qualcuno "pericoloso per lo Stato e per le persone" lo equipara ai terroristi o ai criminali mafiosi, allora mi sono chiesta cosa avesse fatto Salvatore da essere considerato, dalle forze dell'ordine e dallo Stato, così pericoloso!?!

Forse Salvatore ha preso o dato tangenti?

Ha dichiarato falsi bilanci?

Ha truccato appalti?

Ha commesso attentati mafiosi?

Ha corrotto o provato a corrompere qualcuno?

Ha favorito amici durante una qualche gestione della Cosa Pubblica?

Niente di tutto questo nella vita di Salvatore!

Quale è allora la vera colpa di cui è accusato Salvatore?

Per quale vero motivo viene allontanato da Lioni?

Forse per quella maglietta che inneggia alla "Resistenza Operaia"?

Forse perché ha deciso di non tacere di fronte all' ingiustizia della chiusura di una fabbrica?

O semplicemente perché ha capito, dopo essere stato derubato del lavoro, che bisogna unirsi nelle lotte per costruire un mondo migliore?

Salvatore non è stato fermato perché faceva un volantinaggio per una lista piuttosto che per un'altra, per un candidato piuttosto che per un altro, Salvatore non è colpevole per le sue momentanee e attuali preferenze politiche.

Salvatore è colpevole perché ha pensato di potersi riscattare, di potersi liberare da chi invece lo vorrebbe in "catene", con la schiena piegata a subire, da operaio, le leggi del mercato.

Salvatore è pericoloso perché rappresenta, anche con i suoi difetti, la volontà di non rinunciare a rompere " la scala" e a mettere tutti sullo stesso gradino, tutti di fronte alle stesse possibilità.

È questo che viene allontanato da Lioni oggi e dall' Italia di ieri, di oggi e purtroppo forse anche di domani.

È questo che viene ritenuto "pericoloso", è "la parola contraria" ad essere bandita!

Ecco perché mi viene da pensare che Salvatore è stato allontanato da Lioni perché su di lui, come su tanti altri, pende un'accusa balorda per aver osato difendere il lavoro e un territorio.

Ma non ci avevano forse detto che si è innocenti "fino a prova contraria" e che non si può essere ritenuti colpevoli fino al terzo grado di giudizio?

È una favola anche questa o è la legge? O è la base di uno stato democratico?

Faccio queste domande perché i conti non tornano e mi sembra di vivere in un mondo alla rovescia.

Un mondo in cui Presidenti della Repubblica o del Consiglio hanno incontrato condannati, nei palazzi dello Stato o nelle sedi di partito, per concordare leggi e condividere Governi, un mondo in cui partiti politici e " grandi statisti" smanicati o con bandana candidano colpevoli di reati a Presidenze di Regioni e contemporaneamente si allontana e si tenta di esiliare chi vorrebbe solo un'Italia più giusta!!!

E allora, a tutti coloro che in questi giorni si attardano nella chiusura delle campagne elettorali, agli "intellettuali" attenti a scegliersi il candidato giusto consiglio piuttosto di riflettere non su chi mandare nelle Istituzioni ma su quale Italia si sta e si vuole costruire perché "alla fine della baldoria" tutti dovranno ritenersi colpevoli del degrado morale, etico e sociale al quale stanno contribuendo.

 

per Resistenza Operaia

Rossella Iacobucci