Salerno

Un giallo sta mettendo a rumore il liceo artistico Sabatini Menna: è legato alle attigue mura pericolanti di una chiesa ormai sconsacrata: un grande complesso di cui rimane solo uno scheletro, fatto da strutture corrose dal tempo e vecchi soffitti.

Con il Liceo Artistico il vecchio seminario regionale Pio XI di Salerno ha parti in comune, ben visibili percorrendo un corridoio del Sabatini-Menna che sporge sulla struttura abbandonata.

Chiesa che è stata dichiarata inagibile, quindi pericolante e pericolosa, come testimoniano i tanti cedimenti strutturali. Eppure, a un passo da queste rovine, gli studenti del liceo artistico continuando le loro attivita`.

I ragazzi non nascondono la loro preoccupazione: “In caso di terremoto per noi sarebbe inevitabile venire travolti da quelle macerie che sarebbero le prime a cedere”, si lamenta Sabrina F., una studentessa al terzo anno, membro dell’Unione degli studenti e portavoce delle problematiche dell’istituto, che sembrano non fermarsi alle mura pericolanti.

La descrizione del Liceo non e` affatto decorosa: “Bagni che non funzionano, balconi pericolanti chiusi da un catenaccio per impedire l’uscita, cartoni per chiudere i vetri rotti delle finestre. Cade l’intonaco anche nel corridoio di ingresso, abbiamo infiltrazioni dappertutto e tubature che perdono facendo allagare i bagni e gli ambienti. Le facciate della nostra scuola sono uguali a quelle di un edificio ormai abbandonato da tempo. Nessuno direbbe che quello e` un luogo di formazione e istruzione. Ci era stato detto che l’acqua delle fontane era potabile, una settimana dopo abbiamo trovato la vasca colorata di rosso, il motivo? i tubi sono pieni di ruggine. La provincia ci ha promesso concreti interventi, ad oggi ci hanno aggiustato solo le finestre del lato esterno”, sbotta delusa Sabrina.

Un bilancio generale davvero negativo, testimoniato anche dalle tante foto che i ragazzi hanno inviato, in cui chiaramente si evincono le problematiche riportate.

“Scenderemo il piazza l’8 novembre, perche´ vogliamo che si sappia quanto sia precaria la nostra situazione, comune inoltre a tanti edifici. Il nostro laboratorio di inglese e` una delle classi piu` vicine al corridoio di congiunzione alla scuola, vogliamo essere sicuri di stare al sicuro. La nostra e` una richiesta di normalità”, conclude Sabrina.

I ragazzi hanno gia` messo in atto la macchina della solidarieta` tra istituti scolastici e non si fermeranno.

Già dopo il crollo di alcuni calcinacci dal soffitto di un bagno, l'insoddisfazione si è trasformata in rabbia e contestazione da parte degli alunni del liceo Da Vinci-Genovesi, che nei giorni scorsi hanno organizzato un sit-in davanti gli uffici della Provincia di Salerno.

Prossima protesta l'8 novembre, dunque.