Dispensatori di sogni, macchine da gol, bomber implacabili. Ne ha visti passare tanti la strega nella sua storia novantennale, da Penzo a D'Ottavio, da Clemente a Evacuo. Gli ultimi due si sono rincorsi a suon di primati e hanno rapito il cuore dei tifosi: Fabio Ceravolo e Massimo Coda.
Si sono sfiorati nel campionato di serie A giocando una sola volta in coppia contro il Bologna alla seconda giornata, poi hanno lasciato che a parlare fossero i numeri. La “Belva” ha ballato una sola stagione sotto il noce: 20 gol nella stagione regolare, uno nei play off, quelli vinti proprio dalla strega. L'Ispanico è alla sua terza stagione in giallorosso: in serie A ne realizzò 4, cerchiando in rosso quello al Chievo, coinciso con la prima vittoria storica del Benevento nella massima serie. L'anno scorso in B ha strappato i suoi record precedenti: 21 gol nella stagione regolare, uno nei play off. Uno in più di Ceravolo.
Domani si ritroveranno uno contro l'altro con quell'intreccio di maglie che sono il sale del calcio. Coda nella Cremonese ci ha giocato una decina di anni fa ed ha persino segnato al Benevento, questa volta sarà Ceravolo ad indossare la maglia grigiorossa dei lombardi: saranno ex entrambi. Coda però ha già affrontato la Cremo, l'anno scorso: gli segnò un gol ed esultò, il ghiaccio lo ha già rotto. Per Ceravolo sarà una “prima volta” da batticuore. Mica semplice rimettere piede in quello stadio che gli ha regalato tanta gloria senza mostrare un briciolo di emozione.
Si ritroveranno uno contro l'altro con lo stesso desiderio di dare una sterzata al loro campionato: perchè c'è un altro dettaglio che li accumuna, le polveri bagnate in questo avvio di stagione. Hanno segnato un gol a testa (la Belva però ha giocato due partite in meno), Coda al Cittadella, Ceravolo al Crotone. Un bottino magro per due come loro che sono abituati a cifre da bomber.
E così questa partita al Vigorito nell'orario più insolito (18,50) sarà anche la loro sfida, fatta di tanta adrenalina e di sogni ancora intatti, di gol da segnare e di sorrisi da regalare.
Sarà una serata di emozioni forti: veder giocare la “Belva” con una maglia che non sia quella giallorossa metterà un po' di brividi addosso, così come fargli il tifo contro. E' il calcio, metafora della vita che scorre veloce e non si ferma a pensare ciò che è già accaduto. Il futuro della tifoseria sannita è la maglia giallorossa e Massimo Coda, anche se il passato, quello che ha toccato le corde del cuore, non sarà mai dimenticato.