Benevento

Ad aprile gli era stato ordinato il divieto di avvicinamento all'ex fidanzata, ma successivamente, per averlo violato, era finito agli arresti domiciliari. Ai quali era rimasto fino a quando il Riesame, a giugno, li aveva revocati, disponendo ancora l'iniziale divieto. Una misura che non avrebbe però rispettato, alla quale si è aggiunta, ora, quella del divieto di dimora in Campania.

L'ha decisa il gup Loredana Camerlengo, dinanzi al quale, su richiesta della difesa, si celebrerà il rito abbreviato, per il 44enne di Benevento, titolare di una ditta di termoidraulica, accusato di stalking. E' l'ulteriore sviluppo di una indagine del sostituto procuratore Marilia Capitanio e dei carabinieri centrata sui comportamenti che l'uomo – è difeso dagli avvocati Luca Russo e Mario De Nigris – avrebbe mantenuto nei confronti della donna dal momento in cui lei aveva deciso di interrompere la relazione.

“Certo morirò ma non per te e non dopo aver assistito alla tua lenta agonia", l'avrebbe minacciata, rivolgendole espressioni pesantemente offensive e denigratorie (“Figlia di... mi fai schifo”). Oltre a tempestarla di messaggi e telefonate di giorno e di notte, l'avrebbe attesa sotto casa, mentre era in stato di alterazione alcolica, l'avrebbe spiata attraverso le finestre dell'abitazione, nella quale avrebbe anche tentato di introdursi. Inoltre, la poverina sarebbe stata inseguita e raggiunta sul posto di lavoro, in palestra e nei locali pubblici. Infine, le avrebbe danneggiato l'auto, forandole gli pneumatici.

Comparso dinanzi al giudice per l'interrogatorio di garanzia, il 44enne non aveva riposto alle domande, ma aveva rilasciato alcune dichiarazioni spontanee, sostenendo che quella frase (“Certo morirò ma non per te e non dopo aver assistito alla tua lenta agonia") era la sua risposta su fb ad un post con il quale la ex gli avrebbe augurato la morte. Inoltre, aveva aggiunto di essere rimasto vittima di un'aggressione, da parte di più persone, che aveva denunciato.