Restano tutti in carcere gli indagati coinvolti nell'inchiesta sul Nuovo Clan Partenio. Il tribunale del riesame di Napoli ha respinto le richieste di scarcerazione presentati dagli avvocati difensori degli arrestati. Solo uno, Giuseppe Durante (ristretto ai domiciliari) è ritornato in libertà. Confermata la misura cautelare per i fratelli Nicola e Pasquale Galdieri, che insieme a Carmine Dello Russo e Carmine Valente sono considerati i vertici dell’organizzazione che gestiva usura ed estorsioni.
Ora si attendono le motivazioni dei giudici per consentire ai difensori di presentare eventuale ricorso in Cassazione. Domani verranno valutate le altre posizioni, tra cui quella di Ernesto Nigro, considerato uomo di fiducia dei Galdieri in Alta Irpinia. Gli inquirenti dell’Antimafia di Napoli, i Pm Simona Rossi, Luigi Landolfi ed Henry John Woodcock, hanno messo nero su bianco quanto raccolto in quattro anni di indagini condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri, coordinato dal capitano Quintino Russo. Centinaia di intercettazioni, ambientali e telefoniche, ricostruite anche grazie all’uso dei trojan che avevano trasformato i telefonini di alcuni indagati in microfoni.
Un’altra indagine, affidata alla guardia di finanza di Napoli, ha permesso di ricostruire uno dei business principali del gruppo. Quello legato alle aste giudiziarie, nel quale rientrano altri sedici indagati a piede libero. Un sistema che permetteva di tenere lontano, con la violenza, acquirenti interessati a immobili sui quali aveva messo gli occhi il gruppo criminale. Intanto domani il tribunale del riesame di Napoli, discuterà il ricorso presentato dall’avvocato Carmine Danna, nell’interesse di Livia e Modestino Forte, contro il sequestro probatorio dei computer eseguito durante le perquisizioni effettuate nel blitz che ha smantellato il nuovo clan Partenio.