Avellino

L'ennesimo colpo di scena che rende il 6 novembre, a lungo atteso, un giorno come un altro; di certo, non una data spartiacque, come nelle attese. La Sidigas, a differenza di quanto inizialmente stabilito, non ha, infatti, presentato alcun piano di concordato in bianco. Cambiano, così, le carte in tavola per quel che riguarda l'iter giudiziario in corso: per soddisfare i creditori, si lavorerà a una ristrutturazione del debito. La procedura ha avuto il via libera dei giudici della sezione fallimentare del Tribunale di Avellino. Decade, pertanto, il regime di concordato, e potrebbe presto decadere la supervisione dei commissari giudiziali.

Sarà, dunque, l'amministratore delegato Dario Scalella, insieme ai legali della Sidigas, a portare avanti il risanamento e i rapporti con i singoli creditori. Il tutto in attesa della determinante udienza, fissata il 19 novembre, che delineerà il futuro dell'azienda di distribuzione del gas.

Sul fronte degli asset sportivi, mentre la Scandone è da tempo stata data in gestione, resta aperta e diventa verosimilmente più agevole la possibilità di cedere l'Uesse una delle cordate che hanno avanzato una proposta ufficiale per l'acquisto: il gruppo di Maddoloni, che avrebbe come riferimento sul territorio e prescelto per il ruolo di presidente il dottor Sabino Aquino, e quello di Caserta, che ha nell'ex consulente di mercato della Casertana, Aniello Martone, uno dei suoi uomini di riferimento per la potenziale, futura, gestione dell'area sportiva. L'AP Green di Serino non intenderebbe, intanto, andare oltre oggi per avere una risposta alla propria proposta e, dato il presumibile dilatarsi dei tempi per il passaggio di mano (sempre che sia nei programmi ed avvenga effettivamente, ndr), dovrebbe uscire di scena nelle prossime ore.