Le intercettazioni operate con il 'Trojan', il virus informatico che, inserito in un telefonino o un computer, restituisce una marea di informazioni, sono utilizzabili.
Lo ha deciso la Corte di Assise (presidente Falllarino, a latere Rotili, più la giuria popolare), che ha respinto l'eccezione sollevata dalla difesa, e contrastata dal pm Francesco Sansobrino e dai legali di parte civile, nel processo sull'omicidio di Giuseppe Matarazzo, il 45enne pastore di Frasso Telesino ammazzato a colpi di pistola il 19 luglio del 2018 dinanzi alla sua abitazione alla contrada Selva.
Due gli imputati, entrambi presenti in aula, al pari dei loro familiari: Giuseppe Massaro (avvocati Angelo Leone e Mario Palmieri), 56 anni, di Sant'Agata dei Goti, e Generoso Nasta (avvocati Orlando Sgambati e Claudio Sgambato), 31 anni, di San Felice a Cancello, arrestati il 28 dicembre dello scorso anno dai carabinieri.
Massaro è accusato di aver fornito la Croma, guidata da Nasta, adoperata per portare a termine la missione di morte, e la 357 magnum, che gli era stata ritirata per una discrasia del numero di matricola, dalla quale – aveva accertato una consulenza balistica – erano stati esplosi almeno cinque colpi contro la vittima. Nella 'Falcone -Borsellino', questa mattina, anche i familiari della vittima, parti civili con gli avvocati Antonio Leone e Tullio Tartaglia. Affidato l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni, prossimo appuntamento il 27 febbraio, secondo un calendario che, fino a maggio, ne prevede uno a settimana.
Un delitto al centro di un'attività investigativa che non ha ancora definito le identità di colui che ha fatto fuoco e del mandante di un'azione criminosa “su commissione – aveva spiegato il Procuratore Aldo Policastro – con un unico movente: la vendetta”. Un riferimento evidente al sospetto, da sempre nutrito, di un omicidio maturato nell'ambito della famiglia della 15enne che il 6 gennaio del 2008 si era tolta la vita impiccandosi ad un albero. Matarazzo era stato condannato per abusi sessuali ai suoi danni, ed un mese prima di essere ucciso aveva terminato di scontare una condanna a 11 anni e 6 mesi.