Rinviati a giudizio dal gup Loredana Camerlengo, così come chiesto dal sostituto procuratore Marilia Capitanio, tre medici della clinica Santa Rita chiamati in causa dall'indagine sulla morte di una 89enne di San Lorenzello, avvenuta nel febbraio 2014. Il processo partirà il 7 luglio del prossimo anno, dovranno affrontarlo i dottori Dino Di Palma, responsabile del reparto di Chirurgia della struttura, Simonetta Zecca e Fulvio Perrotti, due medici di guardia che erano stati impegnati nei turni pomeridiano e serale tra il 20 ed il 21 febbraio, tutti difesi dall'avvocato Angelo Leone.
Secondo la ricostruzione dei fatti prospettata dalla Procura sulla base di una consulenza, l'anziana si era ricoverata il 18 febbraio ed il giorno successivo era stata sottoposta ad un esame endoscopico alle vie biliari. A distanza di ventiquattro ore si sarebbe manifestato “un grave stato emorragico” rispetto al quale – sostengono gli inquirenti – la paziente non avrebbe ricevuto l'assistenza necessaria: sarebbero state ritenute insufficienti, infatti, le due trasfusioni che le erano state praticate. Le condizioni della pensionata sarebbero progressivamente peggiorate, al punto da dover essere trasferita presso l'ospedale Rummo, dove il suo cuore si era fermato per sempre.
Di qui il coinvolgimento dei tre professionisti, che dal canto loro hanno sempre respinto ogni addebito, ribadendo di aver agito correttamente ed escludendo qualsiasi profilo di presunta imperizia o negligenza nell'esercizio della loro professione.
Questa mattina la conclusione dell'udienza preliminare e la decisione del giudice. I familiari della vittima, parti civili, sono rappresentati dall'avvocato Alessandro Della Ratta, responsabili civili la Nuova clinica Santa Rita e la compagnia assicurativa Lloyd's.