Benevento

"Come sempre, il pesce puzza dalla testa". E' l'incipit della lettera aperta ai dipendenti dello Stir di Casalduni firmata da Piero Mancini, ex dipendente consorzio Bn3 che esprime solidarietà ai colleghi che oggi si trovano a vivere una situazione simile a quella degli ex dipendenti.

“Cari lavoratori, vi esprimo la mia solidarietà e quella della maggioranza degli ex dipendenti dei consorzi Bn1, Bn2 e Bn3. La nostre vertenze, anche se iniziate in tempi diversi, hanno molto in comune. Quello che unisce le anomale vertenze è avere la stessa controparte. Una controparte molto potente, arrogante e proterva. Che, sia pur espressa da partiti diversi, in forte competizione e contrapposizione, trova una fortissima unità quando bisogna tutelare i loro interessi e per questo ledere i diritti di noi lavoratori. Che, nei momenti importanti, trova alleanze anche in chi dovrebbe difendere i diritti degli iscritti, come dovrebbero fare i sindacati, in primis la Cgil che ha la maggioranza degli aderenti. I sindaci da sempre perseguono obiettivi precisi”.

Mancini poi punta il dito contro i sindaci che a suo dire hanno portato al 'fallimento' della filiera dei rifiuti: “I sindaci hanno, scientemente e scientificamente, portato al fallimento prima i consorzi, non pagando per i servizi resi nei propri comuni... che hanno raggiunto l’obiettivo di gestire in proprio la raccolta e il trasporto dei rifiuti, affidandola in modo diretto ad aziende o società.

Hanno poi sabotato la crescita della società provinciale Samte nel 2010, aggirando la legge regionale. Mentre nella vicina Irpinia, nel rispetto delle leggi, già operava la società provinciale IrpiniAmbiente che gestisce l’intero ciclo integrato dei rifiuti. Compreso lo Stir. Per questo in Irpinia non vi è nessuna problematica. I nostri e i vostri colleghi – scrive Mancini rivolgendosi ai dipendenti Samte - lavorano da nove anni in tutta tranquillità e i contribuenti pagano un tributo molto più basso dei beneventani e degli abitanti della provincia. Una delle più povere dell'intero Paese”. Di tutto questo secondo Mancini i sindacati hanno le loro colpe, a partire dalla Cgil: “Per questo non abbiamo accettato la presenza di alcuna sigla sindacale nell’incontro di lunedì a Confindustria. La vostra è una vertenza anomala, nel senso che non doveva nemmeno nascere. Ciò è avvenuto perché i sindaci non hanno pagato, pur incassando i tributi dai cittadini, la Samte per il conferimento della frazione indifferenziata allo Stir, dove lavoravate”.

Per uscire dalla complicata situazione economica in cui versa la Samte, secondo mancini basterebbe “far pagare ai Comuni anche solo il 30% dei debiti. Iniziando dal Comune di Benevento...”.