Ve lo chiederanno. Se lo sono già chiesti in tanti. Perchè sono proprio queste le partite per le quali la domanda sorge spontanea: è un punto guadagnato o sono due persi? Inzaghi non ha avuto dubbi, anche se ha fatto intendere che il valore di questo pareggio si comprenderà a fine campionato.
Oggi, è inutile dirlo, lascia un po' di amaro in bocca, perchè, al di là dello spirito combattivo della Juve Stabia, è sembrato molto più vicino il Benevento a segnare il gol decisivo che non le vespe.
Due occasioni subito che gridano vendetta: il tiro cross di Coda (15'), il traversone rasoterra di Letizia (21') con Tello troppo poco reattivo al centro. Poi il “tiro della domenica” di Calò che ha costretto i giallorossi a rincorrere per la seconda volta in questo campionato. E poi ancora strega, con l'invito sontuoso di Viola per Coda e il tiro “masticato” del bomber giallorosso che ha permesso a Russo di salvarsi con una mano. E la volèe di Kragl sul finire del primo tempo. E il filtrante di Viola per Tello in avvio di ripresa con l'abbaglio di guardalinee e arbitro che hanno chiamato un fuorigioco inesistente col colombiano avviato tutto solo verso Russo. Ce n'è un bel po' per dire che il Benevento non se n'è stato con le mani in mano, mentre sull'altro versante Montipò faceva praticamente da spettatore.
Caserta si è lamentato dell'arbitro. Illuzzi è stato tutt'altro che irreprensibile: le vespe reclamano per un rigore non concesso per un fallo di mani di Antei. Braccia strette al corpo, ma il mani c'era. L'episodio fa il paio con la chiamata sbagliata su Tello. Ma la bilancia pende dalla parte giallonera se si considera la controversa epulsione di Caldirola. Per il resto non sembra che il computo delle palle gol sia favorevole agli stabiesi, tutt'altro.
E' stata una partita difficile e non scopriamo nulla di nuovo. Giocare al Menti è come fare uno sport diverso dal calcio: non solo il sintetico, ma anche quelle misure minime del perimetro di gioco per il quale è difficilissimo sviluppare manovre in ampiezza. Bisogna essere abituati a giocare su un campo così e la Juve Stabia lo è: sa dove aggredire, sa come sopperire al gap tecnico quando affronta una squadra più forte.
E allora viene di dire che il punto è prezioso, perchè quando le partite sono così complicate spesso si rischia di perderle. E il Benevento continua ad essere la squadra più continua tra quelle che sono in testa alla classifica. Esistesse ancora la media inglese, diremmo che la strega è addirittura in vantaggio (un pari in casa, due vittorie fuori), una prerogativa che non è di tutti.
L'ultima nota è per l'arbitro dell'incontro. Al di là di un precedente burrascoso con la strega (2 marzo 2014 all'Arechi: due espulsi, un rigore negato ai giallorossi, uno dato al 92' alla Salernitana, che vinse con due gol nel recupero: 92' e 95' con Evacuo tra i pali) non è mai stato preceduto da considerazioni troppo positive. E anche a Castellammare ha lasciato tanto a desiderare. Piccoli dettagli e grandi occasioni. Ha scontentato tutti. L'espulsione di Caldirola è davvero un episodio inaccettabile: uscire fuori per un fallo inesistente e per una scivolata su un avversario è davvero troppo. Dicevano che avesse il cartellino giallo facile, ma così si passa il segno. Il calcio è sport di contatto, concepito in questa maniera diventa un altro sport.