Salerno

Dal 15 novembre il turnover nella pubblica amministrazione torna al 100% . La legge di Bilancio del 2019 aveva rinviato a venerdì prossimo lo sblocco delle assunzioni nei ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Dopo anni di sbarramenti in ottica di spending review, cadono quindi gli ultimi limiti al ricambio del personale, per cui la spesa per chi esce potrà essere interamente riversata su nuovi ingressi.

Secondo le stime del ministero, dal prossimo anno la pubblica amministrazione assumerà circa 150mila persone in dodici mesi. 

“Questa è una prima importante risposta alla drammatica carenza di personale che si manifesta in tutti gli uffici pubblici, soprattutto a seguito dell’introduzione di quota 100. Restiamo in attesa degli esiti delle prove preselettive del concorso Regione Campania, che dal 2020 potrà consentire l’ingresso di circa 2500 giovani all’interno degli enti locali regionali. Una boccata di ossigeno per i comuni afferma il segretario generale Fp Cgil Angelo Capezzuto - visti i numeri sempre più crescenti di pensionamenti tra quota 100 e la fuoriuscita degli assunti con la 285. Nei comuni alcuni settori sono praticamente al collasso, con il rischio che le attività interne possano essere esternalizzate per garantire la continuità dei servizi alla cittadinanza. E’ necessaria allo stesso modo una iniezione di nuove forze lavorative in sanità dove la carenza di organico mette a rischio le prestazioni sanitarie.  Come Fp Cgil abbiamo proposto un concorso unico ASL e Ruggi per tutte le figure, tra cui OSS, infermieri, fisioterapisti, tecnici di laboratorio. Nelle strutture ospedaliere della provincia l’aumento dei carichi di lavoro è continuo e incessante. Con la stagione invernale alle porte, durante la quale aumenterà a dismisura l’afflusso nei pronto soccorso, il personale a disposizione risulta decisamente poco”.

L'appello dell'esponente sindacale poi per aumentare il numero di dipendenti: “Vanno potenziati gli organici così da ridurre innanzitutto i tempi di permanenza dell’utenza in attesa di ricovero e inoltre per evitare che il personale dedicato all’emergenza-urgenza svolga un’attività assistenziale aggiuntiva e non specifica, che comporta un importante sovraccarico lavorativo, ed evitando che a cascata si producano ritardi nell’accoglienza e nella gestione dei nuovi arrivi in pronto soccorso. La carenza di medici e infermieri nei presidi ospedalieri di Polla, Oliveto, Vallo e Sapri necessita di una risposta urgente. Questi territori, già a rischio spopolamento – conclude Capezzuto - non possono perdere in termini di assistenza sanitaria alla cittadinanza ma anzi necessitano di un’attenzione particolare, a partire dalla questione punti nascita”.