Benevento

 

Sarà munito di un braccialetto elettronico (permette il controllo a distanza della persona sottoposta a una misura cautelare) che gli sarà applicato appena ne sarà disponibile uno, il 46enne docente di pianoforte del Conservatorio Nicola Sala, residente in provincia di Napoli, arrestato lo scorso 15 maggio dalla Squadra mobile con l'ipotesi di reato di molestie sessuali ai danni di sette allieve. Un'accusa contestata in un'ordinanza chiesta dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo e firmata dal gip Roberto Melone nei confronti del professore, ora ai domiciliari a Casoria. Come è noto, il provvedimento era stato adottato in un'indagine partita un paio di mesi prima. Relativi a fatti che si sarebbero verificati dallaa fine di gennaio.

L'attività investigativa degli agenti della seconda sezione della Mobile era stata supportata dalle denunce delle presunte vittime. Sette studentesse dell'istituto musicale che avevano raccontato – e in precedenza avevano fatto altrettanto con la dirigenza del Conservatorio, che aveva immediatamente interessato la Procura – di essere diventate il bersaglio delle 'attenzioni' dell'insegnante, che le avrebbe toccate e palpeggiate in corridoio o in aula.

Comparso dinanzi al giudice per l'interrogatorio, l'indagato si era avvalso della facoltà di non rispondere. Una scelta difensiva operata dall'uomo, che nell'occasione – aveva spiegato il suo legale, l'avvocato Claudio Lanzotti - era apparso sereno. In attesa delle valutazioni che la magistratura di Benevento farà rispetto agli addebiti che gli sono stati mossi.

Quando la notizia dell'arresto era rimbalzata agli onori della cronaca, il presidente Caterina Meglio ed il direttore del Conservatorio Giuseppe Ilario avevano precisato di “aver posto in essere, sin dall’inizio, tutti gli atti necessari a tutela dell’Istituzione e delle allieve informando le autorità competenti e il Ministero di riferimento”, annunciando il ricorso ad un legale di fiducia “a salvaguardia e nell’interesse dell’Istituzione".

Enzo Spiezia