Hanno giocato spesso a rincorrersi. Nel Milan, nel Piacenza, sulla panchina della primavera rossonera. Giovannino Stroppa è del 68, Pippo Inzaghi del 73: quei cinque anni di differenza all'anagrafe non gli hanno permesso di incontrarsi nel corso delle loro carriere. Il Milan, inutile dirlo, è nel dna di entrambi, così come quell'abilità di allenare, che fu premiata dalla panchina d'oro e quella d'argento nella stagione di C 2016/17. Una stagione vincente per entrambi: Stroppa al Foggia, Pippo al Venezia. Quella del metallo più nobile andò a Giovannino, ma Pippo aveva fatto un autentico miracolo in Laguna.
Era dunque destino che prima o poi dovessero affrontarsi con una posta in palio più alta. E quella che si giocheranno il 23 novembre Benevento e Crotone vale davvero tanto. SuperPippo ha detto che lui guarda soprattutto alle terze, sono quelle le squadre da tenere lontane in classifica. “Finire secondi vuol dire essere promossi, tutt'altra storia se si finisce terzi”. Ragionamento logico. Anche se oggi per tenere lontane le rivali che sono dietro, bisogna pensare a battere anche quella che è al secondo posto. Non si scappa.
ASSENZE. Al Benevento mancherà Luca Caldirola, il regista della difesa. Il Crotone dovrà fare a meno di Ahmad Benali, il centrocampista di riferimento per la squadra calabrese. “Benali nella fase difensiva, sulle pressioni è un maestro. Ma Zanellato e Crociata contro l'Ascoli hanno fatto le stesse cose”, ha commentato Stroppa, che di sua iniziativa non avrebbe mai rinunciato al giocatore libico. Benali è infortunato, ha una frattura al quinto metatarso del piede sinistro, e non tornerà in campo prima del nuovo anno. Zanellato e Crociata contro l'Ascoli si sono sacrificati (soprattutto il primo) in un duro lavoro a centrocampo e sono riusciti a sopperire al dinamismo dell'ex pescarese.
Il Benevento invece dovrà rinunciare a Luca Caldirola. Initile dire che la coppia centrale di difesa non potrà che essere quella formata da Antei e Tuia, sperando che Volta possa finalmente essere disponibile almeno per la panchina.
Una curiosità dell'ultima sfida allo Scida: l'Ascoli per ovviare all'assenza di Ninkovic (fuori squadra per le intemperanze della precedente partita) ha cambiato addirittura assetto tattico, passando dal 4-3-1-2 al 3-5-2. La novità nel modulo non ha pagato, perchè l'Ascoli è stato abbastanza dominato dai pitagorici. Una ragione di più per Inzaghi di proseguire sulla sua strada: il Benevento è una macchina rodata, che ha solo bisogno di trovare un po' di sano cinismo in attacco. Se gli attaccanti riusciranno ad essere più concreti, la strega sarà per tutto il campionato la squadra da battere.