Consiglio comunale monotematico. Il tema è stato l’Alto Calore servizi. A richiederlo il consigliere comunale Amalio Santoro che fa appello alla maggioranza per la difesa dell’ente idrico integrato che ad oggi conta 140 milioni di debiti. Un buco che va sempre di più ad aumentare.
«Un argomento molto delicato quello della gestione idrica integrata - ha dichiarato Santoro durante il Consiglio - Il ruolo del sindaco è importante. Da qui nasce la mia richiesta: perché intorno a quello che si definisce “bene comune” non si può speculare, non si fanno operazioni finanziarie. Certo - continua - contano gli strumenti tecnici, ma contano anche i pensieri lunghi su questo tema. L’Alto Calore ha garantito, al suo nascere, un autentico salto di civiltà, poi sono subentrate le pratiche politiche, tant'è che si è continuato a pensare che l’ente fosse un luogo per dar da mangiare, piuttosto che dar da bere.
Ci sono state troppe assunzioni clientelari - sottolinea Santoro -. Ci ritroviamo così a tradire quel passaggio del referendum del 2001, dove l’opinione pubblica si è pronunciata non solo per la difesa dell'acqua, ma soprattutto per la difesa della gestione. L’Alto Calore è un ente praticamente fallito. E parliamo di un debito pari a 140 milioni.
S'è fatto un piano di emergenza ma già fallito. Noi qualcosa dobbiamo fare - aggiunge - Possiamo ritornare ad una azienda consortile, sperimentare una strada con la Regione o pensare alla cassa depositi e prestiti. Ci sono una serie di strade che vanno esplorate. Quando ci si va a confrontare con altri soggetti e devi mettere mano alla cassa è evidente che è necessario un azzeramento dell’attuale manager. Ci terrei che il consiglio comunale esprimesse un'idea chiara su questo argomento. Dobbiamo difendere a tutti i costi la gestione dell'ente idrico».