Archiviata dal gip Vincenzo Landolfi, così come chiesto dalla Procura e dalle difese, ma non dalle parti offese, l'inchiesta a carico di dieci medici ed infermieri della clinica Maugeri di Telese Terme, chiamati in causa per la morte di una 58enne napoletana, avvenuta il 12 luglio del 2017. Secondo il giudice, infatti, “non vi sono elementi idonei a un utile esercizio dell'azione penale, né sono esperibili ulterori indagini”.
In base ad una prima ricostruzione, dopo essere stata sottoposta ad aprile, all'ospedale Cardarelli, ad un delicato intervento di neurochirurgia, la paziente era stata colpita da una ischemia che le aveva provocato ulteriori problemi. Le era stata praticata una tracheotomia, per consentirle di respirare meglio, poi a giugno era stata dimessa e destinata alla Maugeri, per la riabilitazione. Nella struttura sannita le era stata successivamente diagnosticata una polmonite, poi le avevano inserito un sondino naso-gastrico. A luglio, come detto, il suo cuore si era fermato per sempre.
Assistiti dall'avvocato Angela Luigia Ruggiero, i familiari avevano successivamente presentato una denuncia, sostenendo che il decesso sarebbe stato provocato dall'accumulo dei muchi nel sondino. La salma era stata per questo riesumata, il medico legale Lamberto Pianese aveva proceduto all'autopsia su incarico del sostituto procuratore Felaco, che, sulla scorta delle conclusioni del proprio consulente, aveva poi proposto l'archiviazione, non ravvisando evidentemente responsabilità degli indagati, difesi dagli avvocati Gabriele Nuzzi, Domenico Pigrini,Ferdinando Fusco, Oreste Angela, Domenico Ciruzzi, Gianni Bozzi, Carlo Moscato, Biagio Bianco e Lea Consoli.
Una scelta contestata dai congiunti della vittima, di qui la camera di consiglio dinanzi al gip, che, come detto, ha scritto la parola fine.