Undici metri di felicità. Sono quelli che hanno proiettato Como e Bassano alla finale per la B. Tutte e due rappresentanti del girone A, il settentrione al potere. Gli altri tutti fuori, favoriti e non. Dal Benevento che aveva la pole position tra le otto finaliste, all'Ascoli che lo seguiva in terza posizione nella griglia. In finale vanno i veneti di Asta che avevano chiuso il campionato a pari punti col Novara, esclusi solo per gli scontri diretti sfavorevoli. Il Como ha lasciato in lacrime ottomila materani, il Bassano ha bissato la sua performance ai rigori dopo aver fatto fuori la Juve Stabia alla stessa maniera. La squadra veneta sa soffrire, con la Reggiana avrebbe potuto perdere e non ci sarebbe stato da gridare allo scandalo, ma ha retto in dieci e si è ancora una volta esaltata per le parate del suo portiere, il 23enne Matteo Grandi, che ha saputo cancellare la delusione della scorsa stagione quando retrocedette con la Pergolettese. Non ha un gran curriculum Grandi: ha giocato nel Sud Tirol e nel Borgo a Buggiano. Ora però sogna la B. Come Iocolano, il torinese che ha le movenze di un brasiliano. Anche lui arriva tardi al calcio che conta, ma si è guadagnato la finale per la B con la fascia sul braccio calciando per la seconda volta (la prima fu contro la Juve Stabia) il rigore decisivo. La copertina è tutta per loro, il fantasista e la saracinesca.
f.s.
Nella foto il rigore decisivo di Iocolano