“La nuova stagione che vive l’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento sotto la guida del Direttore Generale, Mario Nicola Vittorio Ferrante, è testimoniata e gratificata quasi quotidianamente da attestati di riconoscenza di pazienti che hanno trovato nelle cure del Nosocomio “Rummo” un bagno di novella salute e prospettiva di futuro”. Così in una nota l'azienda ospedaliera San Pio annuncia un episodio piacevole registrato ieri all'intenro del reparto di Oncologia del Rummo. “Una sorta di “standing ovation”, una specie di applauso corale dei pazienti di un reparto con una missiva indirizzata all'intero staff e dottore Ferrante. “Egregio Direttore Generale – esordisce la missiva – innanzitutto La ringraziamo per il tempo prezioso che dedica ad ascoltare il pensiero dei pazienti del reparto di Oncologia”.
Il testo prosegue, poi, confidando i sentimenti di “ansia, paura e preoccupazione”, che agitano l’animo di chi è affetto da certe patologie, e rende merito ad un “personale medico ed infermieristico”, oltre che di “alta professionalità, esperienza e premura”, capace di “stemperare” ogni agitazione, ogni turbamento, con una “umana e professionale accoglienza”.
Un generale apprezzamento, che si traduce perfino in una testimonianza di amicizia e di affetto per le “sigorere Daniela Colucci e Raffelina Zampetti”, infermiere, che “con umana dedizione” ed “alla luce della loro lunga esperienza lavorativa in tale reparto, si approcciano ai pazienti, consapevoli di esigenze e difficoltà di ciascuno”.
“Sono felicemente sorpreso di questa missiva, della quale comunque sono grato agli scriventi – ha commentato il Direttore Generale, Mario Ferrante. Sorpreso, perché noi non facciamo altro che il nostro dovere con l’amore, la passione e l’impegno sostenuto, che la nostra delicatissima funzione richiede. Felice, perché essa ci conferma nella nostra capacità di essere pienamente e compiutamente medici. Perché – ha spiegato il Manager – per essere veramente medici non basta possedere le conoscenze e le abilità tipiche della professione sanitaria, ma avere la disposizione d’animo per condividere dolori, ansie e gioie dei pazienti, di spersonalizzarsi per essere totalmente con loro e, quando si ha notizia di aver conquistato la loro fiducia e la loro amicizia, è come aver vinto la medaglia olimpica. Ci sentiamo al settimo cielo e tanto ci dà forza ed entusiasmo per dare sempre di più e riuscire a fare sempre meglio nella nostra missione di restituire salute, speranza e futuro”.