Napoli

Avevano organizzato e favorito la latitanza del boss Antonio Orlando, “o Mazzolino” arrestato il 27 novembre del 2018.

6 le persone nei confronti delle quali è scattata una misura di custodia cautelare emessa dal gip partenopeo. I Tra i destinatari della misura detentiva sono indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere di stampo mafioso e favoreggiamento personale, reati aggravati dalle finalità mafiose. Per uno di loro, inosservanza delle prescrizione imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. 

Tra i 6 c’è anche lo stesso “Mazzolino” capo indiscusso del clan Orlando di Marano, è stato condannato a diciotto anni di reclusione. Il boss ha vissuto una latitanza lunghissima, 15 anni, ma fu arrestato nel suo territorio a Mugnano in un appartamento di via Rossini. Quando fu arresto provò a bruciare i suoi effetti personali, tra i quali alcuni documenti falsi e due libri “Gomorra” e "I Padrini”. Il clan Orlando è stato egemone nelle zone di Marano, Quarto e Calvizzano, arrivando ad inglobare anche gli ex appartenenti del clan Polverino e gestendo per un ventennio le attività criminali di tutta la zona. Quando Antonio Orlando fu arrestato compariva nell’elenco dei ricercati più pericolosi d’Italia.