Revocato dal gip Vincenzo Landolfi, in linea con la richiesta dell'avvocato Alessandro Della Ratta, l'allontanamento dalla casa di famiglia, ed il divieto di avvicinarsi alla moglie, disposti nei confronti del 30enne cuoco di Sant'Agata dei Goti indagato per maltrattamenti familiari.
Nel motivare la scelta, il giudice spiega che la donna, ascoltata dal difensore, ha precisato di aver deciso sin da agosto di proseguire la convivenza con l'uomo, e che quest'ultimo, nel periodo intercorso tra la denuncia che lei aveva presentato, risalente allo stesso mese di agosto, e l'esecuzione della misura a suo carico – 11 ottobre –, non si è più reso responsabile di maltrattamenti, comportandosi come un buon padre attento alle esigenze della famiglia.
Nel corso dell'interrogatorio, il giovane aveva ammesso di aver ripetutamente litigato con lei, ma aveva escluso di averla minacciata di morte, aggredita e picchiata. Una ricostruzione di segno opposto a quella della Procura, ed accolta dal Gip, in una inchiesta dei carabinieri puntata sulle condotte che avrebbe mantenuto, sin dal 2017, anche mentre era in stato di gravidanza, con la consorte, pesantemente offesa e colpita con schiaffi e pugni.