L'attesa sta per finire. Tempi dilatati a dismisura dall'ennesima sosta del campionato. E resi ancora più spasmodici dall'importanza dell'incontro che si va a disputare. Perchè questa sfida coi pitagorici è probabilmente più importante di quelle che l'hanno preceduta, anche se avevano la stessa etichetta di “scontro diretto”. E' la più importante perchè si affrontano due squadre assolutamente credibili nelle loro posizioni: prima contro seconda, due leader che non sono lì per caso, ma che hanno fatto meglio di tutti e che possono legittimamente aspirare ad arrivare fino in fondo sul podio e staccare il biglietto per la serie A.
I tifosi ci mettono anche il carico dei ricordi passati: il Crotone non è stato mai un bel pensiero per i giallorossi. Tre play off persi sono una ferita che non si è mai rimarginata. Ma è una considerazione che vale solo per la tifoseria. Cosa volete che ne sappia la squadra di Inzaghi di tutto quello che è accaduto nel passato? Ditelo a Viola, Roby Insigne, Massimo Coda, che nelle ultime due sfide al Vigorito hanno trafitto almeno una volta Cordaz (che è ancora lì, tra i pali dei pitagorici) e si sono presi la vittoria: i loro ricordi, in fondo, non sono da buttar via. Avranno certo sentito parlare di quelle giornate nere, ma non potranno mai sentirle vive sullo loro pelle (per fortuna, diciamo): molti rievocano quel 21 giugno del 2009, quasi ignorando che sono passati ben 10 anni da quell'incubo, che nel frattempo il Benevento ha conosciuto finalmente la serie B e persino la A. E' il momento di staccare col passato, di cancellarlo, di vivere il presente col trasporto che merita, di cercare la vittoria sugli avversari per ciò che vale in questo momento. E vale tanto, credeteci. Sicuramente ben più di una vendetta.
Prima di partire per il Sannio, Giovannino Stroppa ha detto la sua su questa partita. Ha espresso la gioia che serve per affrontare una sfida di questo livello (“... ditemi una partita più bella per cui si possa scegliere di fare il calciatore...”), poi anche lui si è affrettato a dire che non decide nulla. “Non è decisiva”, la frase che è diventata un tormentone alla vigilia di questo scontro. Se facciamo un mero calcolo matematico non possiamo che essere d'accordo: sono state giocate 12 partite, ne rimangono altre 26, la bellezza di 78 punti a disposizione per ogni squadra. Il problema è un altro: siamo certi che un risultato negativo non segni il cammino futuro di una delle due contendenti? Stroppa dice che “entrambe le squadre hanno troppa mentalità, troppa cultura, troppe conoscenze perchè un risultato negativo possa eventualmente destabilizzare spogliatoio e ambiente”. Ma poi ammette che lo farebbe felice anche una vittoria per 1 a 0 al 98'. E' la solita storia: il fatto è che ogni partita di questo campionato ha una sua importanza intrinseca ed è determinante per il prosiego del torneo. Poi si possono usare tutte le parole che si vogliono, ma certo è che l'umore di un Benevento che riesca a vincere questa gara e di conseguenza portarsi a +7 sui pitagorici non potrà che essere il massimo possibile. Non così in caso di risultati diversi dalla vittoria. Sarà banale, ma è il compendio di un campionato composto da 38 partite. Che sono tutte decisive. Altrimenti non si vince nulla.