“La regione con la più bassa speranza di vita, quella dove si vive male e si muore prima. Quella dove i tagli lineari alla spesa hanno compromesso i servizi per le categorie più deboli e acuito le differenze tra ricchi e poveri”.
E' un quadro a tinte fosche quello che Luciano Valle, segretario generale Cgil Benevento traccia per presentare l'appuntamento di chiusura di Piazza Cgil dedicato alla sanità.
“L'ascolto delle persone nelle nostre sedi e nei luoghi di lavoro ci ha permesso di tracciare un bilancio che ci indica che non possiamo più rimanere in silenzio. La Cgil deve dare voce alle persone che vivono in difficoltà”.
Valle apre il dibattito per parlare di quel diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Carta Costituzionale che, invece, in Campania è continuamente messo in discussione.
I problemi, detti e ridetti, sono sempre gli stessi. Così consolidati da non “fare più notizia”, così noti che ormai non stupiscono, non indignano ma suscitano rassegnazione e rinuncia.
Strutture fatiscenti, professionisti mortificati dalle condizioni di lavoro, liste d'attesa improponibili, pochi investimenti, zero ricerca.
La voce in crescita c'è. Riguarda, però, l'esodo per le cure. Quei viaggi della speranza che rappresentano l'unica possibilità di ripresa in tanti, troppi casi.
E l' “azienda sanità”, poi, deve far quadrare i conti e rientrare da quei buchi neri accumulati nel tempo.
“Le previsioni – prosegue Valle – sono tutt'altro che confortanti, per il futuro ci si troverà a fronteggiare situazioni ancora più difficili”.
Guarda all'invecchiamento della popolazione Valle “che – dice – in provincia di Benevento è in crescita anche per i tanti giovani che vanno via. Se oggi non programmiamo strategie per il futuro del territorio rimarremo inevitabilmente al palo”.
Il Sannio, poi, rappresenta un paradigma di negatività. Lo spopolamento ha ulteriormente abbassato il peso politico di una terra che è poco rappresentata, poco ascoltata e mal servita.
“La Regione Campania – rincara la dose Valle – ha abbandonato questo territorio, non gli ha dedicato la giusta attenzione. Sono ancora da chiarire le sorti dell'ospedale di Sant'Agata dei Goti, di quello di Cerreto Sannita e sono note a tutti le criticità vissute dal Rummo di Benevento. E' essenziale ripensare alla sanità e smettere di vederla come una voce di perdita. Attraverso la sanità, invece, potrebbe essere rilanciato uno sviluppo territoriale necessario. La Regione, oggi, ha rifiutato l'invito ad essere qui perdendo un'occasione di dialogo con un territorio che è sì piccolo ma ha tanto da dire”.
Al tavolo il confronto ha visto numerosi interventi di esponenti del sindacato e quello del nuovo direttore generale dell'Ospedale San Pio di Benevento, Mario Ferrante che ha tracciato il suo piano per riportare il Rummo all'eccellenza.
Conclusioni affidate a Nicola Marongiu della Cgil nazionale: “Il diritto alla sanità dovrebbe essere assicurato in modo uniforme in tutto il territorio nazionale. Sappiamo che non è così perché il Sud soffre di alcuni problemi relativamente alle strutture e alla diffusione dei servizi sul territorio. Qualcosa si muove – conclude – ma occorrono degli investimenti. Il fondo nazionale è stato incrementato di oltre 2milardi nella legge di bilancio che dovrebbe essere approvata. C'è un vantaggio per i cittadini perché vengono ridotti i super ticket. Chiaramente quando si passa alla gestione regionale, in un caso come quello campano in cui si è in piano di rientro, ci sono oggettivi tagli da operare e tutto si complica perché l'organizzazione dei servizi deve essere calata in una realtà che dal punto di vista economico sociale è molto complessa”.
Infine nel dettaglio sulla situazione in Campania: “Crediamo che non si possa stare in commissariamento per un periodo troppo lungo. Abbiamo recentemente discusso con il Ministero della salute che sta definendo un nuovo patto per la salute con le Regioni in cui i piani di rientro devono guardare anche alla qualità dei servizi sul territorio senza comprimere i diritti dei cittadini”.