Benevento

“Una situazione critica per strutture, personale e attrezzature. Dopo un'attenta e personale osservazione ho dovuto rimboccarmi le maniche e, in soli tre mesi, sembra che qualche passo in avanti lo abbiamo già fatto”.
Mario Ferrante è un fiume in piena nell'ultimo incontro dell'iniziativa Piazza Cgil, promosso dal sindacato a Benevento. E' il neo direttore generale dell'azienda ospedaliera San Pio il primo ad intervenire e lo fa senza risparmiarsi.
Che qualcosa al Rummo stia cambiando è sotto gli occhi di tutti. L'ospedale beneventano è in fermento. Un restyling che si può apprezzare anche ad uno sguardo superficiale. L'esterno è in trasformazione: nuove targhe, lavori di ripristino e manutenzione attesi da troppo tempo.

“Abbiamo incrementato le misure di sicurezza per la notte, abbiamo sistemato il tunnel che dal pronto soccorso conduce alla diagnostica, siamo a lavoro nei reparti” spiega Ferrante.
Non solo, però. Il direttore del San Pio oltre alle azioni strutturali annuncia investimenti organizzativi per le risorse umane, per sanare la cronica e atavica carenza di personale.
“Abbiamo richiesto 620 unità che saranno distribuite tra il Rummo di Benevento e il Sant'Alfonso di Sant'Agata dei Goti”.

Per la struttura della Valle Caudina, infatti, Ferrante chiarisce: “Il decreto 41 ha espresso la necessità che sia un ospedale e come tale va riorganizzato con tutte le competenze necessarie”.
Sopperire alla carenza di anestesisti e rimettere in sesto l'attività chirurgica al Rummo è stato uno dei primi nodi affrontati da Ferrante “Ho cominciato immediatamente ad assumere bravi primari e ne nominerò altri. L'attività delle sale operatorie è già a pieno regime e dobbiamo ricordare che sono sempre le persone a fare la differenza”.

Professionisti preparati che dirigeranno i reparti diventando punti di riferimento. E' questo il sogno di Ferrante e, al contempo, la ricetta per superare i problemi legati alla mobilità passiva.
Contro i viaggi della speranza Ferrante punta sulla qualità delle strutture. “Se le persone riconoscono strutture di qualità ed eccellenza non hanno necessità di andare fuori, si evita mobilità passiva, non c'è compensazione e la spesa pro capite aumenta”.
E il direttore rilancia: “Le prestazioni devono essere di una tale qualità da garantire il ritorno del cittadino”.

Ma Ferrante sa bene che è difficile tenere il passo con la media nazionale. “Mentre noi guardiamo ai Lea (ndr i livelli essenziali di assistenza che il servizio sanitario nazionale dovrebbe garantire a tutti i cittadini) loro guardano già ai super Lea. Dobbiamo lavorare senza sosta e l'unico criterio che imporremo sarà la meritocrazia. Cureremo tutti senza giudizi e sradicheremo le cattive abitudini in cui spesso si cade nell'esercizio della professione: ad esempio la poca chiarezza nelle prestazioni in extramoenia o intramoenia”.
Rivoluzione anche per le attrezzature: “Abbiamo investito 5 milioni a cominciare dalla medicina nucleare che, attualmente, al San Pio non esiste. Lavoreremo per portare a Benevento il Da Vinci che consentirà di effettuare interventi di chirurgia robotica”.