Il commento amaro di Stroppa: “Ci servono 25 tiri in porta per fare un gol”. Lo ammette il tecnico pitagorico: la sua squadra ha avuto un controllo sterile della partita, ma a Montipò e alla difesa giallorossa ha fatto solo il solletico. I dati statistici del possesso palla sono impressionanti: 69,9% per il Crotone, 30,1% per il Benevento. Un gioco dispendioso quello degli squali che girano spesso a vuoto nel perimetro del campo e non vanno mai a bersaglio. Inzaghi lo ha ammesso senza tanti giri di parole: “Lasciare il possesso a loro è stata una scelta: li abbiamo fatti palleggiare, ma quando recuperavamo palla potevano essere sempre letali”. Partita studiata a tavolino, poi interpretata nella migliore maniera possibile sul terreno di gioco.
Chiediamo ancora aiuto ai numeri. Che sono paradossali come non mai: con tutto il possesso avuto il Crotone è riuscito a mala pena a pareggiare il computo dei tiri nello specchio della porta (4-4), ma è sotto nei tiri da dentro l'area (8-5) e nella precisione di calcio (36% il Benevento, 25% i pitagorici). Questo florilegio di numeri potrebbe risultare persino noioso, ma spiega l'incedere della gara, quasi come il giochino che fa il gatto col topo: il Crotone si è sbattuto tanto, il Benevento è andato dritto al sodo. Questione di caratteristiche, ma anche di intelligenza tattica e di grande umiltà. Conoscere bene se stessi e gli avversari, sapere qual è il modo migliore per batterli.
Continuiamo con i numeri, che alla fine non sbagliano mai. Il Benevento è avanti nei duelli vinti (52% a 48%), soprattutto in quelli aerei (59% contro 41%). E questo è un dato da sottolineare, perchè tutti hanno visto di quale potenza fisica disponga la squadra di Stroppa: i quasi due metri di Simy, il fisico statuario di Junior Messias, l'altezza dei vari Zanellato, Barberis, Golemic e Spolli. Pensare che nei duelli aerei il Benevento abbia prevalso così nettamente fa capire che ad ogni gap si può rispondere con la forza d'animo e la volontà. Prendete Antei che si è preso cura di Simy, un metro e 98 di muscoli e potenza fisica. Il buon Luca lo ha sovrastato in ogni zona del campo, non gli ha lasciato spazi, è andato a colpire nettamente di testa superandolo spesso di una spanna.
Inzaghi l'ha detto con rammarico: “Luca deve chiedere a se stesso perchè non è in serie A”.
Significativo anche il numero dei cross fatti. Addirittura 33 quelli del Crotone, appena 8 quelli del Benevento. Ma anche qui arriva il dato sulla precisione: 13% per i giallorossi, 12% per i calabresi. I traversoni di Molina e soci sono stati tutti preda sicura di Montipò o della testa dei difensori giallorossi. I 33 cross dei pitagorici hanno fatto insomma il paio con il possesso palla: molto fumo, su cui il Benevento ha saputo soffiare forte e spazzarlo sempre via. Il compendio di tutto ciò è il numero relativo ai contrasti vinti dalla difesa giallorossa: 90%, quasi la totalità. Un dominio fatto di pragmatismo e determinazione. Ha ragione Superpippo ad andar fiero di questa squadra.
Nella foto Taddeo, Antei bracca Simy, ridotto all'impotenza nonostante il gran fisico