Luigi Mignano fu ucciso a San Giovanni a Teduccio in un agguato davanti ad una scuola mentre accompagnava il nipotino di 3 anni il 9 aprile di quest’anno. Un omicidio che ha destato l’indignazione pubblica e delle istituzioni e che però è stato presto dimenticato in fretta.
Il quadro ricostruito dagli inquirenti inserisce quest’agguato in una tipica dinamica camorristica. Il raid sarebbe infatti un regolamento di conti tra i due clan rivali che si contendono il controllo criminale del quartiere di Napoli Est. Al centro della contesa ci sarebbero il clan D’Amico, una diramazione del potente e strutturato clan Mazzarella, e il clan Rinaldi, storico sodalizio che si contrappone proprio ai Mazzarella.
Oggi i Carabinieri e la Polizia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giovanni Salomone e Giovanni Borrelli. Le indagini coordinate dalla Dda e scattate subito dopo l'agguato compiuto davanti a bambini e genitori, avevano consentito di fermare già il 4 maggio sette persone, elementi apicali ed affiliati al clan D'Amico.
Una faida che non ha risparmiato nulla e che ha dimostrato il livello di impunità e di violenza al quale riescono a spingersi i clan per raggiungere l’egemonia su determinati territori.