Interessante intervista a tema terremoto al professore Enzo Mantovani, docente di Fisica Terrestre presso il Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena, comparsa sul portale online “Meteoweb.eu” nei giorni scorsi.
In pratica secondo il docente (e molti altri esperti) l'Albania e quella parte di Adriatico è zona di scosse collegate a quelle del sud Italia. QUalche esempio: 20 gennaio 2014 alle 7 di mattina terremoto di 4.5 in Albania e alle 8 10 terremoto di 4.2 sul Matese ; Oppure il 4 luglio 2018 terremoto di 5.1 in Albania e il 16 agosto terremoto di 5.1 a Montecilfone
Nell'intervista il docente, partendo dal recente terremoto in Albania, parla di possibili conseguenze a Benevento e in Irpinia, questo è il passaggio: “Il terremoto dell’Albania è avvenuto nella zona dove avvengono i precursori. Diciamo che di solito ci sono sempre dei tempi nell’ordine di qualche anno prima che gli effetti di quegli slittamenti sismici che ci sono stati abbiano influenza sull’Appennino meridionale. Poi una scossa sola non è indicativa, però sicuramente il pericolo aumenta. È difficile fare previsioni solo con una scossa. Il pericolo comunque non è immediato perché prima di arrivare dalle parti dell’Appennino meridionale, gli effetti hanno bisogno di attraversare l’Adriatico e ci mettono circa un annetto. Se io fossi il Capo della Protezione Civile deciderei di incentivare gli interventi di prevenzione nella zona dell’Irpinia, del Beneventano e di tutte le zone sismiche dell’Appennino meridionale. Sarebbe sicuramente prudente farlo. Il Governo sta cercando di dedicare circa 800 milioni alle opere di prevenzione, quindi io consiglierei di concentrarli un po’ in questa zona. Ma siccome quelli del Ministero non hanno mai l’intenzione di ascoltare cose di questo tipo, allora bisogna accontentarsi. Se chiedessero, ci convocassero, daremmo spiegazioni, dopodiché loro decidono”