Non solo nuove assunzioni, ma anche spazi più ampi e rinnovati. Il pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino pronto ad uscire dalla fase di emergenza, dopo mesi difficili tra tensioni e polemiche per i servizi resi complicati dal costante e fisiologico sovraffollamento. Ed entro la primavera dell’anno prossimo via a lavori di adeguamento strutturale. Insomma, l’uscita dal commissariamento della sanità campana, porta con sè una serie di strategiche novità per l'azienda. "In primavera partiranno i lavori - racconta Renato Pizzuti -. I numeri di accesso sono elevati. Serve un netto adeguamento, strutturale e funzionale. Ogni pronto soccorso di tutti gli ospedali di Italia è una struttura complessa e che vive periodiche fasi di crisi - spiega Pizzuti a margine della presentazione della rianimazione aperta -. Ma, appunto, l’uscita dal commissariamento è una spinta decisiva: Non abbiamo più le mani legate e da questo momento in poi possiamo procedere con le assunzioni in maniera spedita dopo i dieci anni di blocco del turn over". Sono delle ultime ore le procedure di assunzioni tra medici e infermieri. Nuova linfa per un reparto al collasso in più fasi di un anno difficile per la sanità irpina. La chiamata è arrivata per 12 medici di specializzati in Medicina di accettazione e d’urgenza vincitori di una selezione pubblica che a breve dovrebbero sottoscrivere 7 contratti a tempo indeterminato e 5 a termine con possibilità di stabilizzazione.
Per gli infermieri arriveranno più assunzioni per andare a raffozzare più reparti in affanno.
Ma l'attesa ruota intorno al restyling del pronto soccorso. "Puntiamo ad umanizzare spazi e servizi - spiega Pizzuti -. La rianimazione, le porte aperte ai parenti dei ricoverati, è solo il primo passo di un percorso ampio e globale. Ci saranno percorsi più razionali. Ovviamente in questa fase di lavori dovremo deviare pazienti in altri reparti, accessi diretti, per consentire e in tempi brevi il completamento dei lavori".
Ora comunque si lavora per l'ottimizzazione dell'unità di emergenza. Un pronto soccorso preso d'assalto da migliaia e migliaia di persone che arrivano dall'Irpinia ma anche dal Napoletano. Si teme il caos per i picchi influenzali. Fasi delicate da gestire per chi lavora in corisa, Per questo il manager Lanzetta ha predisposto l'intervento dell'infermiere di corsia. Sarà una sorta di controllore, supervisore del reparto a cui è affidato quotidianamente l'incarico di verifica sulle dimissioni ed eventuali trasferimenti in reparti specifici di pazienti in pronto soccorso. Una sorta di collegamento diretto, per predisporre l'accelerazione dello spostamento in reparto dei pazienti così da alleggerire il numero di presenze in pronto soccorso.