Napoli

Il Napoli è in ritiro per provare a ritrovarsi dopo aver raccolto un solo punto nelle ultime 6 giornate di campionato. La sfide contro Udinese e Genk dovrebbero essere decisive per determinare il futuro di Ancelotti sulla panchina azzurra. Il condizionale torna a essere d'obbligo in seguito alle dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis, riportate da Valter De Maggio. Attraverso Radio Kiss Kiss, il presidente ha, infatti, spiegato che la fiducia nel tecnico di Reggiolo non è mai venuta meno, anzi, è è totale e incondizionata, sia per l'uomo, sia per l'allenatore. Poco dopo ha, però, aggiunto: “Non ho deciso nulla, sarebbe un errore decidere ora”. Un passaggio che cozza con il precedente e lasciata intendere che una presa di posizione, a stretto giro di posta, in mancanza di una svolta in termini di punti raccolti, potrebbe, in realtà, esserci eccome. La conferma? Un secondo passaggio non meno contraddittorio, Prima smentite per ciò che concerne i contatti con Allegri, Gattuso e Spalletti, in rigoroso ordine alfabetico, poi una rivelazione: l'ex trainer bianconero era stato contattato nel 2013, quando era alla guida del Milan. ADL ha reso noto di aver ottenuto, in quella circostanza, la disponibilità di “acciughina” a trasferirsi all'ombra del Vesuvio. Un accordo poi saltato per una stretta di mano già data a Benitez. Dulcis in fundo? Avanti con Ancelotti, ma la sua metodologia di lavoro è finita sotto la lente d'ingrandimento con un passaggio tutt'altro che marginale sui top-player avuti alle dipendenze nel corso della carriera: “Evidentemente, altrove, si allenavano in modo personalizzato.” ha commentato in maniera sibillina il patron. E, dunque, il copione è lo stesso: sostegno a parole, ma saranno sempre e solo i risultati a stabilire il da farsi nell'ottica di un rapporto professionale ormai logorato che, in ogni caso, non si protrarrà, salvo colpi di scena, il termine della stagione.